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Nuovo studentato ad Ascoli Piceno nel mirino delle associazioni studentesche e sindacali per i costi ritenuti eccessivi. Si sollevano dubbi sull'accessibilità e sull'effettiva funzione sociale della struttura.

Critiche alle tariffe dello studentato Anima Picena

Le recenti tariffe dello studentato "Anima Picena" ad Ascoli Piceno hanno scatenato forti reazioni. La CGIL Ascoli Piceno, insieme al Sunia e alla Rete degli Studenti Medi, ha espresso profonda preoccupazione. La struttura, inaugurata di recente alla presenza del Ministro dell'Università, prevede costi mensili di 400 euro per un posto letto in stanza doppia. Per chi desidera una stanza singola, la spesa sale a 550 euro mensili.

Questi importi sono stati definiti "altissimi" da Daniele Lanni, segretario generale della CGIL locale. Lanni ha sottolineato come l'aspettativa fosse quella di garantire un'istruzione universitaria più accessibile per gli studenti che scelgono di studiare ad Ascoli. Le tariffe attuali, invece, sembrano creare una struttura di lusso.

Una struttura di lusso finanziata con fondi pubblici

L'utilizzo di risorse pubbliche per la realizzazione dello studentato "Anima Picena" rende ancora più inaccettabili, secondo i critici, le tariffe proposte. Daniele Lanni ha evidenziato come una struttura del genere dovrebbe avere una forte valenza sociale. Il suo obiettivo primario dovrebbe essere quello di sostenere il diritto allo studio e promuovere l'inclusione tra gli studenti universitari. Invece, con questi prezzi, la struttura rischia di diventare "esclusiva e del tutto inutile al territorio", secondo le parole del segretario CGIL.

La preoccupazione è condivisa da Angelo Lancianese, segretario del Sunia. Egli definisce i prezzi "assolutamente fuori mercato". Lancianese ha messo in luce come, nella sua attività quotidiana, incontri numerosi studenti che cercano alloggi. I prezzi medi degli affitti nella zona sono, a suo dire, meno della metà di quelli richiesti dallo studentato. Il Sunia chiede quindi di considerare l'applicazione del canone concordato per mitigare questi costi.

Il diritto allo studio messo a rischio

Anche la Rete degli Studenti Medi ha preso posizione contro i costi dello studentato. Lucia Rozzi, membro dell'Esecutivo regionale, ha definito le tariffe "elitari". Per Rozzi, questi costi rappresentano una "negazione concreta del diritto allo studio". L'investimento negli studenti, secondo la Rete, dovrebbe tradursi nella possibilità per loro di rimanere e studiare sul territorio. Questo permetterebbe loro di costruire il proprio futuro proprio ad Ascoli.

La questione solleva un dibattito importante sull'equilibrio tra la realizzazione di nuove strutture e la loro effettiva accessibilità. Le associazioni chiedono un ripensamento delle politiche abitative per gli studenti universitari. L'obiettivo è garantire che il diritto allo studio rimanga un principio fondamentale, non un privilegio per pochi. La speranza è che si possa trovare una soluzione che renda lo studentato "Anima Picena" veramente al servizio della comunità studentesca locale.