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Tre giovanissimi sono finiti in carcere per una rapina a mano armata avvenuta in una sala scommesse a Prato. I fatti risalgono al 6 ottobre scorso, quando due di loro, armati, hanno minacciato il personale e i clienti, fuggendo con un bottino di 6.000 euro. Le indagini dei carabinieri hanno portato all'identificazione e all'arresto dei tre, residenti in Brianza.

Giovani arrestati per rapina a mano armata

Le forze dell'ordine hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre ragazzi. I destinatari della misura hanno rispettivamente 18, 19 e 20 anni. Sono accusati di aver messo a segno una rapina a mano armata. L'episodio si è verificato lo scorso 6 ottobre. La Procura di Prato ha coordinato le indagini. I tre giovani risiedono ad Arcore, in provincia di Monza e Brianza. La misura cautelare è stata disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari. L'operazione è scattata su richiesta degli inquirenti. La rapina è avvenuta in una sala scommesse situata in via Monte Cassino. Quest'ultima si trova nel rione Narnali, a Prato. L'azione criminale si è svolta in serata. L'orario coincideva con quello della cena.

Dettagli della rapina e indagini

Secondo la ricostruzione effettuata dai Carabinieri, due dei tre arrestati sono entrati nella sala scommesse. Uno era armato di una pistola. L'altro brandiva un coltello. Il malvivente con il coltello ha puntato l'arma contro il cassiere. Ha poi aperto la cassa. All'interno erano custoditi circa 6.000 euro. Nel frattempo, il complice armato di pistola minacciava i clienti presenti. La loro azione era volta a impedire qualsiasi reazione. Il terzo complice, il ragazzo di 19 anni, attendeva all'esterno. Era al volante di un'automobile. Si trattava di una Citroen C3. Questo veicolo è stato utilizzato per la fuga. Il terzetto è riuscito a dileguarsi rapidamente dopo il colpo.

Elementi a carico degli indagati

Il Gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre giovani. La decisione si basa su diversi elementi emersi durante le indagini. Particolare attenzione è stata dedicata alla fase preparatoria del reato. Sono stati effettuati sopralluoghi dettagliati. Le indagini hanno evidenziato la meticolosa pianificazione. La Procura ha sottolineato alcuni aspetti chiave. Si legge in una nota ufficiale: «La preparazione, l'uso di armi, il travisamento la rapidità e la freddezza dei malviventi». Questi elementi, secondo gli inquirenti, rivelano «una seria capacità criminale del commando operativo». Tale capacità esclude la possibilità che si sia trattato di una «condotta estemporanea». L'azione non è stata quindi improvvisata. La premeditazione è un fattore aggravante.

Tecnologia e tracciamento decisivi

Le indagini hanno potuto contare su un elemento tecnologico fondamentale. Le telecamere di sorveglianza installate ai varchi della Zona a Traffico Limitato (ZTL) di Prato hanno fornito immagini cruciali. Queste riprese hanno permesso di identificare il veicolo utilizzato per la fuga. L'auto, una Citroen C3, era stata presa a noleggio in Lombardia. Il noleggio era avvenuto per un periodo compreso tra il 4 e l'8 ottobre. Grazie al sistema GPS installato sull'auto a noleggio, è stato possibile tracciare tutti gli spostamenti del veicolo. I movimenti dei tre giovani sono stati ricostruiti con precisione. Nel pomeriggio del giorno della rapina, il 6 ottobre, i tre erano stati segnalati a Firenze. Avevano trascorso la notte in un alloggio nella zona. Questo dettaglio ha permesso di confermare la loro presenza in Toscana nei giorni precedenti il fatto.

Materiale sequestrato durante le perquisizioni

Le perquisizioni effettuate nei luoghi frequentati dai tre giovani hanno portato al sequestro di diverso materiale. Tra gli oggetti ritrovati figurano una pistola a pallini. Questa arma, sebbene non letale, è stata utilizzata per intimidire. Sono stati trovati anche tre coltelli. Questi erano probabilmente destinati all'uso durante la rapina. Sono stati rinvenuti anche dei tirapugni. Questi oggetti sono considerati armi improprie. È stata inoltre sequestrata della droga. La natura e la quantità della sostanza stupefacente non sono state specificate. Sono stati trovati documenti intestati a terzi. L'uso di documenti falsi o rubati potrebbe indicare ulteriori attività illecite. Sono stati rinvenuti anche indumenti compatibili con quelli indossati durante la rapina, secondo le testimonianze. Infine, sono stati sequestrati cinque telefoni cellulari e due walkie talkie. Questi ultimi potrebbero essere stati utilizzati per comunicare durante l'azione criminale, coordinando i movimenti.

Contesto territoriale e normativo

La rapina è avvenuta a Prato, una città della Toscana con una popolazione di circa 195.000 abitanti. Il quartiere Narnali, dove si trova la sala scommesse, è una zona residenziale della periferia. La provincia di Prato è la più piccola d'Italia per estensione territoriale, ma densamente popolata. L'arresto dei tre giovani, residenti ad Arcore (Monza e Brianza), evidenzia la mobilità dei gruppi criminali, anche giovanili. La legge italiana prevede pene severe per il reato di rapina a mano armata. L'articolo 628 del Codice Penale disciplina questo tipo di crimine. La pena base per la rapina è la reclusione da 3 a 10 anni. Le aggravanti, come l'uso di armi e la pluralità di agenti, aumentano significativamente la pena. Nel caso specifico, i tre giovani, pur essendo maggiorenni, sono ancora in una fase iniziale della loro vita adulta. La loro presunta capacità criminale, come sottolineato dalla Procura, solleva preoccupazioni riguardo al futuro. Le statistiche sulla criminalità giovanile mostrano un trend preoccupante in alcune aree del paese. Le forze dell'ordine sono impegnate in attività di prevenzione e contrasto.

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