Condividi

Tre giovani, di 18, 19 e 20 anni, sono stati arrestati in Brianza. Sono accusati di aver compiuto una rapina a mano armata in una sala scommesse a Prato il 6 ottobre. La misura cautelare è stata disposta dal Gip su richiesta della Procura.

Rapina in sala scommesse a Prato

Un colpo audace è stato messo a segno da tre giovanissimi in una sala scommesse situata in via Monte Cassino, nel rione Narnali di Prato. L'episodio risale alla sera del 6 ottobre, in prossimità dell'orario di cena. I tre, residenti ad Arcore, in provincia di Monza e Brianza, sono ora dietro le sbarre.

L'indagine condotta dai Carabinieri ha permesso di ricostruire la dinamica dell'evento. Due dei malviventi, un diciottenne e un ventenne, sono entrati nell'esercizio commerciale armati. Uno brandiva una pistola, l'altro un coltello. La violenza dell'azione ha spinto il primo a puntare la lama verso il cassiere.

L'obiettivo era chiaro: il denaro contante. Il coltello è stato utilizzato per forzare la cassa, da cui sono stati prelevati circa 6.000 euro. Nel frattempo, il complice teneva sotto minaccia con la pistola i clienti presenti all'interno della sala scommesse. La loro azione è stata rapida e spietata.

Il terzo complice, un diciannovenne, attendeva all'esterno. Aveva il compito di fare da palo e di guidare il veicolo utilizzato per la fuga. Si trattava di una Citroen C3, che ha permesso al terzetto di allontanarsi rapidamente dal luogo della rapina.

Indagini e prove raccolte

Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre giovani. Le indagini hanno messo in luce non solo l'esecuzione della rapina, ma anche la meticolosa fase preparatoria. I sopralluoghi effettuati prima del colpo sono stati determinanti per l'accusa.

La Procura ha sottolineato, attraverso una nota ufficiale, la freddezza e la capacità criminale dimostrate dal commando. «La preparazione, l'uso di armi, il travisamento, la rapidità e la freddezza dei malviventi», si legge nel provvedimento del GIP, «svelano una seria capacità criminale del commando operativo». Questo elemento esclude categoricamente che si sia trattato di un gesto estemporaneo o improvvisato.

Le immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza sono state cruciali. In particolare, quelle acquisite ai varchi della Zona a Traffico Limitato (ZTL) hanno permesso di identificare il veicolo utilizzato per la fuga. L'auto, una Citroen C3, era stata noleggiata in Lombardia.

Il noleggio era avvenuto per un periodo compreso tra il 4 e l'8 ottobre. Grazie al sistema GPS installato sull'auto, gli investigatori sono riusciti a tracciare tutti gli spostamenti del veicolo. Questo ha permesso di collegare l'auto alla rapina e di identificare i responsabili.

Le telecamere hanno registrato la presenza del veicolo e dei suoi occupanti in diverse aree. Nel pomeriggio del 6 ottobre, giorno della rapina, il terzetto era stato controllato a Firenze. Avevano trascorso la notte in un'area di pernottamento vicina alla città.

Il ritrovamento degli oggetti

Le perquisizioni effettuate nei confronti dei tre giovani hanno portato al rinvenimento di numerosi oggetti di interesse investigativo. Tra questi, una pistola a pallini, che potrebbe essere stata utilizzata per simulare una vera arma da fuoco durante la rapina. Sono stati trovati anche tre coltelli, uno dei quali potrebbe essere quello usato per aprire la cassa.

Oltre alle armi, sono stati sequestrati tirapugni, sostanze stupefacenti, documenti d'identità intestati a terze persone, e diversi indumenti compatibili con quelli indossati dai rapinatori durante il colpo. Il ritrovamento di questi elementi rafforza ulteriormente le accuse nei loro confronti.

Sono stati inoltre trovati cinque telefoni cellulari e due walkie-talkie. Questi ultimi suggeriscono un coordinamento avanzato tra i membri del gruppo, utilizzato per comunicare durante l'azione criminale. La presenza di droga indica anche possibili collegamenti con il traffico illecito.

Il contesto della Brianza

L'arresto dei tre giovani ad Arcore, in Brianza, evidenzia come la criminalità giovanile possa manifestarsi anche in contesti apparentemente tranquilli. La provincia di Monza e Brianza, pur essendo una zona economicamente sviluppata, non è immune da fenomeni delinquenziali.

La misura cautelare è stata eseguita su provvedimento del Gip, su richiesta degli inquirenti della Procura di Prato. Questo dimostra la collaborazione tra diverse procure e forze dell'ordine per contrastare reati che attraversano i confini territoriali. L'operazione congiunta ha permesso di assicurare alla giustizia i responsabili.

La giovane età degli arrestati, appena maggiorenni, solleva interrogativi sulle cause che spingono individui così giovani a compiere azioni criminali di tale gravità. La rapina è stata pianificata con una certa perizia, indicando un livello di organizzazione che va oltre la semplice impulsività.

Le autorità continuano a monitorare il territorio per prevenire futuri episodi simili. La lotta alla criminalità, specialmente quella che coinvolge i più giovani, rimane una priorità per le forze dell'ordine. L'obiettivo è garantire la sicurezza dei cittadini e prevenire la diffusione di condotte devianti.

Questa notizia riguarda anche: