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Il Vescovo di Aosta, Franco Lovignana, ha ribadito l'apertura della Chiesa verso tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Ha inoltre precisato che un recente post sui social non riflette la posizione ufficiale della Diocesi.

Apertura della Chiesa verso ogni persona

Il Vescovo di Aosta, Franco Lovignana, ha espresso un messaggio di accoglienza universale. Ha sottolineato che ogni individuo, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, troverà sempre una porta aperta all'interno della Chiesa. Questo avviene pur mantenendo l'insegnamento su ciò che la Chiesa considera un percorso di verità e vita. Il Vescovo ha evidenziato il suo impegno personale nel dialogo. Negli anni ha incontrato numerose persone omosessuali, inclusi attivisti, nel suo ufficio. Ha affermato che nessuno di loro ha riscontrato atteggiamenti sospettosi o discriminatori. Al contrario, ha offerto ascolto e confronto costruttivo. Questo dialogo, ha precisato, non è mai a senso unico. È possibile mantenere posizioni differenti pur comprendendosi e rispettandosi reciprocamente. Ha concluso affermando che continuerà a stringere la mano sinceramente a chiunque si presenti per un incontro. Queste dichiarazioni sono state rilasciate in un'intervista al Corriere della Valle d'Aosta. L'intervista è nata in seguito a polemiche su un post privato. Il post era apparso sullo stato di WhatsApp del Segretario della Diocesi riguardo all'Aosta Pride.

Posizione ufficiale della Diocesi sull'Aosta Pride

Il Vescovo Lovignana ha chiarito un punto fondamentale: il post in questione non rappresenta la posizione ufficiale della Diocesi. Ha spiegato che le comunicazioni ufficiali avvengono sempre tramite canali ben definiti. Questi includono la predicazione pubblica, i messaggi, le lettere e le interviste del Vescovo. A volte, queste comunicazioni vengono rilanciate dall'Ufficio Stampa. Riguardo al post specifico, il Vescovo ha affermato che, indipendentemente dalle intenzioni, esso non riflette il pensiero o l'atteggiamento della Diocesi. Non rappresenta nemmeno la posizione della Chiesa in generale. Il Vescovo ha preferito non commentare direttamente gli eventi legati all'Aosta Pride. Ha però espresso la convinzione che tutti debbano potersi esprimere liberamente. Questo diritto va esercitato sempre nel rispetto degli altri modi di pensare e di vedere la vita. Non si dovrebbe mai pretendere di imporre la propria visione a tutti. Quando la Chiesa affronta temi come l'affettività, la sessualità, il matrimonio o la castità, si basa sul Vangelo. Lo fa interpretandolo alla luce della sua Tradizione di fede e delle scelte etiche. Questo avviene per offrire indicazioni ai fedeli di oggi. Si rivolge a coloro che si definiscono e cercano di essere discepoli di Gesù Cristo.

Dignità di ogni persona e accoglienza

Il Vescovo ha inoltre sottolineato l'importanza di non dividere le persone in categorie o di apporre etichette. Ha ricordato la grande ricchezza che il cristianesimo ha apportato alla civiltà. Questa ricchezza risiede nella scoperta e nel rispetto della dignità di ogni singola persona. Da questo principio, ha affermato, si desidera sempre ripartire. Per questo motivo, preferisce non discutere in modo astratto di tematiche legate all'omosessualità. Preferisce concentrarsi su persone concrete. Queste persone vivono situazioni concrete, a volte affrontando sofferenza e fatica. Infine, il Vescovo ha espresso il desiderio che la comunità cristiana diventi sempre più accogliente verso tutti. Ha ribadito che ognuno ha un posto nel cuore di Dio. Ha riconosciuto che ci sono ancora molti passi da compiere. Questi passi sono necessari per mettere pienamente in pratica gli insegnamenti del Catechismo della Chiesa Cattolica. Da un lato, è richiesta delicatezza, rispetto ed eliminazione di ogni forma di discriminazione. Dall'altro, è necessaria una presentazione chiara e senza ambiguità dell'antropologia e della morale cristiane.