Cultura

Pirandello in scena: 'Uno, Nessuno Centomila' incanta il pubblico

15 marzo 2026, 08:49 2 min di lettura
Pirandello in scena: 'Uno, Nessuno Centomila' incanta il pubblico Immagine generata con AI Aosta
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Attualità di Pirandello al Teatro Giacosa

La complessa attualità di Luigi Pirandello ha animato il Teatro Cinema Giacosa di Aosta nella serata di giovedì 12 marzo. Lo spettacolo, una versione inedita di «Uno Nessuno Centomila», ha offerto al pubblico una profonda riflessione sull'identità.

La pièce teatrale ha esplorato il coraggio di Vitangelo Moscarda nel rifiutare la propria identità sociale per abbracciare una natura mutevole e priva di confini. La rappresentazione ha messo in luce la fuga dalla prigione dell'io imposto per una rinascita continua.

Il viaggio di Vitangelo Moscarda

Il protagonista, interpretato da Primo Reggiani, si confronta con la teoria pirandelliana della molteplicità delle identità. Attraverso un viaggio di scoperta e smarrimento, Moscarda cerca di raggiungere un'autenticità spirituale, liberandosi dalle maschere imposte dalla società.

«Conoscersi è morire… guardandosi allo specchio, si conoscerà solo per come la conoscono gli altri… le maschere sono vive. Un caos inesorabile di maschere», ha dichiarato Reggiani nei panni di Moscarda, rivolgendosi a Jane Alexander, interprete della signorina Anna Rosa.

Regia e Cast d'Eccellenza

Lo spettacolo, adattato e diretto da Nicasio Anzelmo, ha visto sul palco un cast di cinque attori straordinari. Oltre a Primo Reggiani e Jane Alexander, hanno recitato Francesca Valtorta (Dida), Fabrizio Bordignon (Firbo e Marco Di Dio) ed Enrico Ottaviano (Quantorzo e monsignor Partanna).

L'allestimento scenografico dinamico ha sostituito il tradizionale monologo pirandelliano con più livelli di rappresentazione. Questo ha permesso di restituire la potenza umoristica e filosofica dell'opera, affrontando temi contemporanei come la ricerca dell'io interiore e il rapporto con la natura.

Riflessioni sull'Identità e la Libertà

La pièce ha suscitato un profondo silenzio riflessivo nel pubblico valdostano, seguito da un caloroso applauso finale. L'intento della rappresentazione è stato quello di incoraggiare la ricerca della libertà attraverso l'accettazione della propria complessità identitaria.

Lo spettacolo ha toccato corde universali, richiamando indirettamente l'importanza dell'aspetto fisico, il modello estetico imposto dai social e la società dell'apparire. Il pubblico ha dimostrato un grande apprezzamento per l'espressività teatrale e le profonde riflessioni proposte.

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