Cronaca

Ladro arrestato ad Arnad: processo al via tra testimonianze e fuga

15 marzo 2026, 13:50 2 min di lettura
Ladro arrestato ad Arnad: processo al via tra testimonianze e fuga Immagine generata con AI Aosta
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Furto ad Arnad: il processo prende avvio

È iniziato presso il Tribunale di Aosta il processo a carico di Zef Lleshaj, 42enne di nazionalità albanese, accusato di furto in abitazione. L'uomo era stato arrestato lo scorso 5 dicembre ad Arnad, dopo essere stato bloccato e colpito da alcuni cittadini a seguito di un furto in un'abitazione. L'imputato risulta attualmente assente dal procedimento giudiziario, avendo evaso gli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto in una comunità.

Durante la prima udienza, è stata ascoltata la testimonianza di un vicebrigadiere dei Carabinieri della stazione di Gressoney-Saint-Jean. Il militare ha ricostruito l'intervento dei militari, scattato in seguito a diverse segnalazioni di furti nella zona di Arnad nel pomeriggio del 5 dicembre. Le forze dell'ordine erano state allertate per supportare i colleghi di Donnas, impegnati nella ricerca di due sospetti.

L'inseguimento e l'arresto ad Arnad

Secondo il racconto del carabiniere, l'intervento ha preso una piega concitata quando i militari hanno udito le grida di alcuni cittadini che avevano raggiunto e bloccato uno dei fuggitivi. Giunti sul posto, hanno trovato Zef Lleshaj trattenuto da circa una trentina di persone, tra cui alcuni armati di bastoni e attrezzi da lavoro. L'uomo, che si divincolava con forza, è stato ammanettato dai Carabinieri.

Durante la perquisizione, effettuata inizialmente sul posto e poi approfondita, addosso all'arrestato sono stati rinvenuti la refurtiva, consistente in gioielli, uno smartphone e denaro contante per 500 euro, oltre ad attrezzi da scasso. La merce rubata, il cui valore complessivo è stato stimato in circa cinquemila euro, è stata successivamente restituita al legittimo proprietario.

L'evasione e il futuro del processo

L'imputato, Zef Lleshaj, si era reso irreperibile dopo essere evaso dagli arresti domiciliari in una comunità del Canavese, dove era stato collocato dopo il ricovero ospedaliero a seguito delle ferite riportate durante l'arresto. Le lesioni, tra cui una profonda ferita all'addome e la frattura del bacino, avevano richiesto un periodo di prognosi di 30 giorni. Il suo difensore, l'avvocato Carlo Alberto La Neve, ha sottolineato come i referti medici attestino la gravità delle lesioni subite, potenzialmente causate da un piccone.

Il processo proseguirà il prossimo 28 aprile, con l'audizione di ulteriori testimoni. La condizione di irreperibilità dell'imputato rende complessa la ricostruzione completa dei fatti, in particolare per quanto riguarda l'identificazione dei cittadini che hanno partecipato all'inseguimento e alla cattura, sui quali pendono indagini da parte della Procura.

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