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Imprenditori di Courmayeur e Messina rinviati a giudizio per aver aiutato un latitante condannato per bancarotta. Un secondo filone riguarda subappalti illegali per lo sgombero neve. Il processo inizierà a settembre.

Rinvio a giudizio per favoreggiamento

Il giudice di Aosta ha emesso un rinvio a giudizio. L'udienza preliminare si è conclusa con questa decisione. Quattro persone dovranno affrontare un processo.

Gli imputati sono imprenditori di Courmayeur e di Messina. Si tratta di Pasquale Liporace, 55 anni, e Nicola Liporace, 26 anni. Sono coinvolti anche Francesco Duca, 58 anni, residente a Messina, e Rosella Venuto, 55 anni, anch'essa di Messina.

La loro accusa è di aver procurato inosservanza di pena. I fatti risalgono al 2019. Avrebbero aiutato un conoscente condannato. La pena era di sette anni di reclusione per bancarotta.

L'obiettivo era aiutarlo a sottrarsi all'esecuzione della pena. L'ordinanza era stata emessa dalla procura generale della Corte d'appello di Reggio Calabria. Secondo l'accusa, Francesco Duca avrebbe agito il giorno dell'ordinanza. Avrebbe accompagnato l'uomo dalla Sicilia a Courmayeur. Lo avrebbe portato a casa di Pasquale Liporace.

L'uomo ricercato fu poi arrestato proprio a Courmayeur. I carabinieri hanno effettuato il fermo. Rosella Venuto avrebbe fornito ulteriore supporto. L'avrebbe aiutato nella gestione dei propri affari.

Indagini su subappalti sgombero neve

Le indagini dei carabinieri hanno fatto emergere un secondo filone. Questo riguarda gli stessi imprenditori Liporace. Avrebbero gestito subappalti per lo sgombero neve. L'appalto era per il Comune di Courmayeur. Il periodo interessato va dal 2019 al 2022.

La contestazione è di aver operato senza autorizzazione. Per questo motivo, sono stati rinviati a giudizio. Gli imputati in questo secondo filone sono Nicola Liporace e Francesco Liporace. Sono coinvolti anche Luca Liporace e Antonio Liporace.

Ci sono anche altri due imputati. Si tratta di Danilo Della Camera, 51 anni, di Siena. E Gianni Della Camera, 56 anni, anch'egli di Siena. I Della Camera erano i rappresentanti legali. Rappresentavano le due imprese che si erano aggiudicate la gara d'appalto.

Queste imprese avrebbero poi subappaltato il lavoro alla famiglia Liporace. La gestione dei subappalti senza autorizzazione costituisce un'accusa grave. Le indagini hanno chiarito la catena di responsabilità.

Processo fissato per settembre

Per entrambi i filoni d'inchiesta è stata fissata una data. Il processo inizierà il 23 settembre. Le due vicende giudiziarie verranno trattate congiuntamente. Questo permetterà una visione completa dei fatti.

La procura ha raccolto prove sufficienti. Le testimonianze e i documenti acquisiti sono stati determinanti. Le autorità giudiziarie attendono ora la fase dibattimentale. Sarà l'occasione per chiarire ogni aspetto.

La giustizia farà il suo corso. La comunità di Courmayeur attende risposte. La vicenda ha avuto un certo risalto locale. La trasparenza negli appalti pubblici è fondamentale. Anche la collaborazione con la giustizia è un principio irrinunciabile.

Le indagini hanno richiesto tempo e risorse. I carabinieri hanno lavorato con professionalità. Hanno ricostruito i fatti con precisione. La collaborazione tra diverse procure è stata essenziale. La Reggio Calabria ha fornito un contributo decisivo.

La data del 23 settembre segna un nuovo capitolo. Le parti avranno modo di presentare le proprie argomentazioni. La sentenza stabilirà le responsabilità. La giustizia mira a ristabilire la legalità.

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