Un presunto assassino è ancora in fuga dopo un duplice omicidio in un tempio sikh. Due complici sono stati interrogati ma rilasciati. Le indagini proseguono sulla faida interna.
Agguato mortale al tempio sikh di Covo
Le autorità stanno ancora cercando il presunto autore di un duplice omicidio. L'uomo, la cui identità è nota agli investigatori, è riuscito a sfuggire alla cattura. L'episodio è avvenuto venerdì sera, poco prima di mezzanotte, presso il tempio sikh di Covo. Due uomini, identificati come Rajinder Singh e Gurmit Singh, di 47 e 48 anni, sono stati uccisi a colpi di pistola.
La novità nelle indagini riguarda due persone. Queste sono sospettate di aver aiutato il killer a dileguarsi dopo la sparatoria. Si sono presentate spontaneamente alle forze dell'ordine poche ore dopo il delitto. Hanno fornito la loro versione dei fatti ai carabinieri e al pubblico ministero Fabio Magnolo, che sta coordinando le attività investigative.
Nonostante siano indagati, i due complici sono stati rilasciati. Questo suggerisce che, al momento, gli inquirenti non ritengano abbiano partecipato attivamente all'esecuzione del piano omicida. Tuttavia, verranno nuovamente ascoltati dagli investigatori nei prossimi giorni per chiarire ulteriormente il loro ruolo.
Le ragioni della faida interna
Le indagini suggeriscono che alla base della violenza ci sia una faida interna alla comunità sikh. Sembra che ci fossero state liti e denunce reciproche già alla fine dell'anno precedente. In particolare, Rajinder Singh aveva sporto denuncia contro il presunto killer.
Quest'ultimo lo aveva già minacciato con un'arma da fuoco. L'episodio era avvenuto fuori dal negozio di ortofrutta gestito da Rajinder Singh, situato accanto al tempio. All'epoca, Rajinder Singh aveva lasciato la guida dell'associazione religiosa.
Secondo diverse testimonianze, il conflitto tra le due fazioni sikh riguardava principalmente la successione alla presidenza dell'associazione. Erano in ballo anche le attività economiche ad essa collegate. Il gruppo sikh di Antegnate, a cui apparterrebbe il presunto omicida, avrebbe voluto ottenere il controllo. Non avrebbe accettato di essere stato escluso dalle decisioni.
La ricostruzione della sparatoria
La dinamica dell'omicidio è stata ricostruita grazie alle testimonianze oculari e alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza del tempio. L'assassino è giunto sul posto in auto. Ha raggiunto l'ingresso del centro culturale, si è inginocchiato e poi ha puntato l'arma verso le vittime.
Le vittime si trovavano davanti ai cancelli del tempio. A una distanza di circa tre metri, secondo quanto riferito dai testimoni, l'aggressore ha esploso cinque o sei colpi. Rajinder Singh e Gurmit Singh sono stati colpiti alla testa e in altre parti del corpo. Successivamente, il presunto killer è risalito sulla sua vettura ed è fuggito.
È stato seguito dai due indagati, che sono stati poi rilasciati. Dopo aver raggiunto Antegnate, il presunto omicida è riuscito a far perdere le proprie tracce, diventando latitante. Le ricerche proseguono attivamente.
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