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Un'indagine ad Andria ha portato a 40 arresti per spaccio di droga. Un'organizzazione complessa utilizzava centralinisti telefonici per gestire gli ordini e pusher su monopattini per le consegne, operando vicino a luoghi sensibili.

Operazione antidroga ad Andria: 40 arresti

Le forze dell'ordine hanno eseguito quaranta provvedimenti restrittivi. Venticinque persone sono state condotte in carcere. Altre quindici si trovano agli arresti domiciliari. L'operazione è stata battezzata Omnes. Ha smantellato una rete dedita allo spaccio.

Gli indagati hanno un'età compresa tra i venti e i sessant'anni. Le accuse principali riguardano lo spaccio e la detenzione di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno coperto un periodo di diversi mesi. Sono iniziate a luglio dell'anno precedente. Sono proseguite fino ai primi mesi dell'anno in corso.

Centralinisti e pusher: la gestione degli ordini

L'organizzazione presentava una struttura ben definita. Alcuni individui agivano da centralinisti. Gestivano le richieste di droga al telefono. Prendevano nota degli ordinativi ricevuti. Successivamente, contattavano i pusher attivi nella loro zona di competenza. Questi ultimi consegnavano le dosi ai clienti.

La consegna avveniva tramite monopattini e biciclette elettriche. Questo sistema garantiva rapidità ed efficienza. Le consegne si svolgevano in diverse aree della città. Tra queste figurano Santa Maria Vetere, piazza Marconi, piazza Catuma, Porta la Barra. Era coinvolto anche il rione San Valentino.

Droga smerciata vicino a scuole e bar

Le sostanze stupefacenti maggiormente smerciate erano cocaina, marijuana, hashish ed eroina. Le consegne avvenivano in prossimità di luoghi frequentati. Si trattava di bar, scuole, uffici postali e banche. Anche zone del centro cittadino erano interessate dall'attività illecita.

La Procura di Trani ha coordinato le indagini. Gli investigatori della squadra mobile della Questura di Andria hanno lavorato per mesi. Hanno ricostruito il modus operandi dell'associazione. Hanno identificato i ruoli di ciascun membro.

Coinvolte anche donne e altre accuse

Nell'ambito dell'operazione sono state coinvolte anche diverse donne. Secondo le indagini, avrebbero avuto un ruolo nell'agevolare l'attività di spaccio. Alcuni indagati devono rispondere anche di altri reati. Tra questi figurano l'inosservanza della detenzione domiciliare. Vi sono anche accuse di estorsione e omissione di soccorso.

Oltre ai quaranta arresti, sono state identificate altre dieci persone. Queste sono state denunciate a piede libero. Le autorità hanno inoltre proceduto al sequestro di circa 26.000 euro in contanti. Il denaro è ritenuto provento dell'attività di spaccio.

A tutti gli indagati è stato notificato il Daspo fuori contesto. Questa misura vieta la frequentazione di determinati luoghi. L'operazione Omnes rappresenta un duro colpo al traffico di stupefacenti nella zona.