Due uomini sono stati arrestati a Urbino dopo aver tentato di nascondere un sacchetto contenente cocaina sotto una panchina durante un controllo dei carabinieri. Hanno patteggiato una pena detentiva e una multa.
Arresto per spaccio di droga a Urbino
Le forze dell'ordine hanno fermato un'auto per un controllo di routine. A bordo c'erano due operai, di 41 e 40 anni, residenti nella zona di Urbino. Entrambi sono originari della Campania ma vivono da tempo nel territorio.
Mentre scendevano dal veicolo per esibire i documenti, uno dei due ha gettato un piccolo involucro sotto una panchina vicina. I militari hanno notato il gesto e recuperato il pacchetto.
Scoperta di cocaina e hashish
All'interno del sacchetto recuperato c'erano 44 grammi di cocaina. Parte della sostanza era già suddivisa in dosi, suggerendo l'intenzione di spaccio. Nell'auto è stata trovata anche una piccola quantità di hashish.
Durante la perquisizione personale, sono state rinvenute tracce di cocaina sugli slip di uno degli uomini. Le indagini sono proseguite con le perquisizioni domiciliari.
Materiale per il confezionamento e taglio
Nelle abitazioni dei due fermati, i carabinieri hanno rinvenuto un bilancino di precisione. Era presente anche materiale comunemente utilizzato per il confezionamento delle sostanze stupefacenti. Sono stati trovati inoltre prodotti per il taglio della cocaina e un'ulteriore dose di droga.
Il giorno seguente, i due uomini sono stati condotti presso il tribunale di Urbino per il rito direttissimo. Erano assistiti dagli avvocati Marco Defendini e Andrea Dionigi.
Ammissione dei fatti e patteggiamento
Entrambi gli imputati hanno ammesso le proprie responsabilità. Hanno dichiarato di essersi recati ad Ancona per acquistare la droga. L'intenzione era sia per uso personale che per la rivendita di una parte.
Il giudice ha convalidato gli arresti. È stato accettato un patteggiamento che prevede 1 anno e 4 mesi di reclusione, oltre a una multa di 800 euro.
Pene differenziate e libertà
A seguito del patteggiamento, i due uomini sono stati rimessi in libertà. Al quarantenne, difeso dall'avvocato Marco Defendini, è stato imposto l'obbligo di dimora nel comune di residenza. L'altro imputato ha scelto di convertire la pena in ore di lavori di pubblica utilità.
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