Un nuovo corso all'Università Politecnica delle Marche mira a combattere la disinformazione sulle terapie oncologiche. L'iniziativa offre strumenti per una comunicazione scientifica accurata, aperta a professionisti e operatori del settore.
Contrasto alla disinformazione sulle terapie oncologiche
Diete alcaline, rimedi naturali miracolosi, terapie alternative non validate: queste sono solo alcune delle false notizie sul cancro che proliferano online. Tali informazioni, prive di fondamento scientifico, rappresentano un serio pericolo per la salute dei pazienti. Le conseguenze di queste 'bufale' possono essere estremamente gravi.
Per contrastare questo fenomeno e promuovere una corretta divulgazione scientifica in ambito oncologico, l'Università Politecnica delle Marche (Univpm) ha attivato un corso di perfezionamento. L'iniziativa si intitola "Comunicare il cancro e la salute in ottica One Health".
Sono disponibili 25 posti per questa importante opportunità formativa. Le lezioni prenderanno il via nel prossimo mese di giugno. La data ultima per presentare la propria candidatura è fissata per il 7 maggio.
Dettagli e obiettivi del percorso formativo
Il corso avrà una durata complessiva di sei mesi. L'iniziativa gode del supporto di Loto Odv, un'associazione dedicata alle pazienti con tumori ginecologici. Riceve inoltre il patrocinio di importanti enti.
Tra questi figurano il Collegio degli Oncologi Medici Universitari, Women for Oncology, l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e la One Health Foundation. Queste collaborazioni sottolineano l'importanza e la trasversalità del progetto.
Il percorso formativo è pensato per un pubblico eterogeneo. Possono partecipare oncologi, medici di medicina generale e altri professionisti sanitari. Sono inclusi infermieri e operatori sociosanitari. Anche giornalisti, addetti stampa di enti sanitari e rappresentanti di associazioni di pazienti sono i benvenuti.
Sono ammessi anche funzionari della pubblica amministrazione che si occupano di informazione e comunicazione in ambito sanitario. L'obiettivo è creare una rete di professionisti informati e capaci di diffondere messaggi corretti.
Requisiti e struttura del corso
Per accedere al corso è necessario possedere un diploma di laurea. Sono accettate lauree triennali, magistrali o titoli equipollenti conseguiti all'estero. La struttura didattica prevede un totale di 400 ore di lezione.
Di queste, 108 ore saranno dedicate alla didattica frontale. Sono inoltre previste 12,5 ore di tirocinio pratico. Questo mix di teoria e pratica mira a fornire competenze concrete.
La coordinatrice del corso, la professoressa Rossana Berardi, ha spiegato l'obiettivo principale. «Fornire strumenti teorici e pratici per comunicare non solo il cancro, ma più in generale la medicina e la salute», ha dichiarato. La professoressa Berardi è ordinario di oncologia all'Univpm e direttrice della Clinica oncologica dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche. Ricopre anche la carica di presidente eletta dell'Aiom.
Il preside della facoltà di Medicina e chirurgia dell'Univpm, Mauro Silvestrini, ha aggiunto: «Rafforzare un elemento essenziale della sanità contemporanea». Questo significa dotare i professionisti degli strumenti necessari per affrontare le sfide comunicative attuali.
Il rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini, ha sottolineato l'importanza strategica dell'informazione. «La qualità dell'informazione rappresenta un elemento strategico», ha affermato. Questo vale non solo per il rapporto tra professionisti, pazienti e caregiver. È fondamentale anche per costruire fiducia nel sistema sanitario e nella ricerca scientifica.
Domande frequenti
Cosa si intende per comunicazione 'One Health'?
La comunicazione 'One Health' considera la salute umana, animale e ambientale come interconnesse. Promuove un approccio integrato per affrontare le sfide sanitarie globali, riconoscendo che la salute del pianeta influisce sulla salute di tutti i suoi abitanti.
Quali sono i rischi delle fake news sulle cure oncologiche?
Le fake news possono portare i pazienti a rifiutare terapie mediche validate e potenzialmente salvavita. Possono indurli a seguire trattamenti inefficaci o dannosi, con gravi ripercussioni sulla loro salute, ritardando o impedendo cure appropriate e causando danni economici e psicologici.