Associazioni marchigiane chiedono un nuovo piano sociosanitario regionale che privilegi la domiciliarità e la libertà di scelta per le persone con disabilità, superando il modello basato solo sui posti letto.
Nuovo piano sociosanitario nelle Marche
La Regione Marche si prepara a definire un nuovo piano di fabbisogno sociosanitario. Questo documento sostituirà la programmazione precedente, risalente al 2017. Verranno ridefinite le offerte di servizi per diverse categorie di persone. Si parla di disabilità, demenze, anziani non autosufficienti, salute mentale e dipendenze.
La richiesta arriva da un gruppo di 19 organizzazioni. Operano sul territorio marchigiano e sono unite sotto il nome di Gruppo Solidarietà. La loro sede è a Moie di Maiolati Spontini, in provincia di Ancona. Hanno espresso le loro preoccupazioni alla Regione. Vogliono un cambio di prospettiva nella pianificazione dei servizi.
Oltre i posti letto: la richiesta di domiciliarità
Le associazioni chiedono che l'incremento dei sostegni non si traduca automaticamente in un aumento di letti e strutture residenziali. Sostengono che la risposta attuale si concentra troppo su modelli residenziali. Vengono definiti «contenitori indifferenziati». Si auspica invece un maggiore focus su modelli abitativi alternativi. Si punta a forme di sostegno per la domiciliarità.
Questo approccio rischia di mettere ai margini un principio fondamentale. Si tratta dell'autodeterminazione delle persone. Viene messo in discussione il diritto di scegliere dove e come vivere la propria vita. Le organizzazioni firmatarie dell'appello sono molto chiare su questo punto.
Il progetto di vita al centro
Il documento sottolinea un altro aspetto cruciale. Il «progetto di vita» deve essere l'elemento centrale. Questo vale per ogni persona che necessita di sostegni sociosanitari. Bisogna superare le risposte standardizzate. Si devono invece favorire percorsi personalizzati. Ogni individuo ha esigenze uniche.
Le associazioni rifiutano l'idea che le mutate esigenze delle persone portino automaticamente a nuovi posti letto. La risposta ai bisogni non può essere solo quantitativa. Deve essere prima di tutto una possibilità di vita. Una vita vissuta secondo le proprie scelte e aspirazioni. La fonte di queste dichiarazioni è il documento presentato dalle organizzazioni.
Un appello per la libertà di scelta
La richiesta delle 19 associazioni marchigiane è chiara. Vogliono che il nuovo piano sociosanitario regionale tenga conto delle loro istanze. Si tratta di un appello per una maggiore attenzione alla qualità della vita. La qualità intesa come possibilità di autodeterminazione e scelta. Questo è fondamentale per le persone con disabilità e non autosufficienti.
Il Gruppo Solidarietà si fa portavoce di un sentimento diffuso. Molte persone e famiglie desiderano alternative alle strutture residenziali. Vogliono poter contare su un sistema di supporto flessibile. Un sistema che permetta di rimanere nel proprio ambiente. Questo richiede investimenti in servizi domiciliari. Richiede anche formazione per gli operatori. E soprattutto, un cambio di mentalità nella programmazione dei servizi.
Prospettive future per l'assistenza
Le organizzazioni sperano che la Regione ascolti questo appello. Il nuovo piano sociosanitario rappresenta un'opportunità importante. Può segnare un passo avanti verso un modello di assistenza più umano e rispettoso. Un modello che metta al centro la persona. E che valorizzi la sua capacità di scegliere il proprio percorso di vita. La discussione è aperta e le associazioni sono pronte a continuare il dialogo.
La loro richiesta non è solo quantitativa, ma qualitativa. Non si tratta di avere più posti, ma di avere più possibilità. Possibilità di vivere una vita piena e autonoma, per quanto possibile. La fonte di queste informazioni è il comunicato diffuso dal Gruppo Solidarietà.