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L'assessore Giacomo Bugaro difende il Presidente Acquaroli dalle critiche dell'opposizione in merito all'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma. Bugaro definisce le richieste di dimissioni un "sciacallaggio politico" e una lettura "fuorviante" delle vicende.

Bugaro esprime sostegno al Presidente Acquaroli

L'assessore regionale Giacomo Bugaro ha manifestato un sostegno totale e convinto al Presidente Francesco Acquaroli. Ha sottolineato l'importanza di fare piena chiarezza sulla vicenda e di proseguire l'impegno per le Marche. Bugaro ha ribadito la ferma posizione contro ogni illecito, ma anche l'intransigenza verso processi sommari. Queste dichiarazioni arrivano in risposta alle critiche politiche mosse dai gruppi di opposizione. Le critiche sono state sollevate a seguito dell'inchiesta sulla ricostruzione che ha portato all'arresto dell'ex capo di gabinetto di Acquaroli, Fabio Pistarelli.

Critiche alle opposizioni e difesa di Pistarelli

Bugaro ha attaccato duramente le opposizioni, definendo le loro richieste di dimissioni per Acquaroli un "vergognoso atto di sciacallaggio politico". Ha evidenziato come il Presidente Acquaroli sia il primo interessato a fare luce sulla vicenda, come dimostrato dalle sue dichiarazioni in conferenza stampa. L'assessore ha affermato che chiunque abbia commesso illeciti dovrà rispondere delle proprie azioni senza sconti o protezioni. Bugaro ha criticato le minoranze per aver chiesto un passo indietro a Pistarelli. Questo avviene nonostante il Presidente Acquaroli avesse chiarito che le verifiche interne non avevano fatto emergere nulla di concreto. L'assessore ha suggerito che un rapporto fiduciario possa terminare anche per insoddisfazione verso l'impegno o il modo di svolgere un incarico. Presentare la conclusione dell'incarico come prova di conoscenza di illeciti è una lettura arbitraria e fuorviante. Bugaro ha aggiunto che questa tattica non sorprende, provenendo dalla sinistra. Ha rivendicato il diritto dell'opposizione di fare politica, ma ha preteso che ciò avvenga con correttezza. Le richieste di dimissioni di Acquaroli, senza elementi concreti di coinvolgimento, sono state definite "lunari".

Moralismo a senso unico e principio di uguaglianza

L'assessore Bugaro ha descritto le richieste di dimissioni come espressione di un "moralismo a senso unico". Questo tipo di atteggiamento, secondo lui, sostituisce troppo spesso il confronto politico costruttivo. Bugaro ha poi sollevato un punto di principio, chiedendo cosa si sarebbe dovuto dire l'anno precedente di fronte all'indagine che coinvolse Matteo Ricci. Ha insistito sulla necessità che i principi debbano valere sempre e per tutti. L'assessore ha ribadito che la sua posizione è a difesa della trasparenza e della correttezza nell'azione politica. Ha sottolineato come l'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma stia generando un acceso dibattito politico. Le sue parole mirano a riportare il confronto su un piano di merito, evitando strumentalizzazioni. La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del Presidente Acquaroli, è al centro delle polemiche. L'assessore Bugaro ha preso le distanze da ogni forma di illecito, ma ha difeso fermamente la figura del Presidente. Ha invitato a non confondere le responsabilità individuali con quelle di chi guida l'amministrazione regionale. La sua difesa si basa sulla presunzione di innocenza e sulla necessità di attendere gli esiti delle indagini.

Richieste di dimissioni e confronto politico

Le richieste di dimissioni per il Presidente Acquaroli sono state avanzate dai gruppi di opposizione. Queste richieste si basano sull'arresto di Fabio Pistarelli, ex collaboratore del Presidente. L'assessore Bugaro ha contestato la logica alla base di tali richieste. Ha definito "fuorviante" l'interpretazione che lega il passo indietro di Pistarelli a una presunta conoscenza di illeciti da parte di Acquaroli. Bugaro ha ricordato che le verifiche interne non avevano evidenziato irregolarità prima dell'arresto. Ha criticato l'opposizione per aver utilizzato la vicenda per attaccare il Presidente. Ha definito questa strategia "sciacallaggio politico". L'assessore ha invitato a un confronto basato su fatti concreti e non su speculazioni. Ha sottolineato l'importanza di mantenere un approccio equilibrato e rispettoso delle procedure giudiziarie. La sua difesa di Acquaroli mira a preservare l'immagine dell'amministrazione regionale. Ha anche cercato di evitare che la vicenda giudiziaria venga utilizzata per fini elettorali. L'assessore ha concluso ribadendo la sua fiducia nella giustizia e nell'operato del Presidente Acquaroli. Ha invitato tutti gli attori politici a un comportamento più responsabile e costruttivo.