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Consiglieri regionali Lega esprimono solidarietà al Presidente Acquaroli, indagato per appalti ricostruzione post-sisma. Sottolineano la sua onestà e definiscono Regione e territorio parti lese.

Solidarietà al Presidente Acquaroli

I consiglieri regionali della Lega Marche, Renzo Marinelli, Andrea Maria Antonini e Nicolò Pierini, hanno espresso la loro ferma solidarietà al Presidente Francesco Acquaroli. Lo hanno dichiarato totalmente estraneo ai fatti oggetto di un'indagine. Hanno rinnovato la loro piena fiducia e stima nei suoi confronti. Questa presa di posizione giunge in seguito all'inchiesta condotta dalla DDA di Ancona e dalla Guardia di Finanza. L'indagine riguarda gli appalti legati alla ricostruzione post-terremoto.

Onestà e dedizione per la ricostruzione

I rappresentanti della Lega hanno descritto il Presidente Acquaroli come una persona di grande rettitudine. Hanno evidenziato la sua onestà e la sua forte etica professionale. Hanno sottolineato la sua capacità di dedicarsi con impegno alla ricostruzione. Si sono concentrati in particolare sulle aree colpite dal sisma. Per queste ragioni, i consiglieri intendono continuare a collaborare al suo fianco. L'obiettivo è garantire che la ricostruzione proceda nel pieno rispetto della legalità. Si punta anche alla massima trasparenza. Vogliono restituire ai cittadini delle Marche quanto è stato loro tolto dal sisma.

Regione e territorio parti lese

I consiglieri hanno affermato con forza che la Regione Marche e l'intero territorio sono da considerarsi parti lese in questa vicenda. Hanno definito gravissimo lo sfruttamento di una tragedia come il terremoto del 2016. Quel sisma ha devastato intere comunità. Ha costretto migliaia di famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni. La Lega si dichiara in prima linea per richiedere la massima chiarezza sui fatti. Ripongono piena fiducia nel lavoro della magistratura. Anche le forze dell'ordine sono considerate fondamentali in questo processo.

Chi ha sbagliato deve pagare

Chiunque abbia commesso illeciti dovrà rispondere delle proprie azioni. Non ci saranno sconti per nessuno. Questo vale in particolare per coloro che hanno ricevuto la fiducia dei cittadini. Vale anche per chi è stato sostenuto dalle forze politiche della maggioranza. Le accuse, se dovessero essere confermate, sarebbero inaccettabili. Rappresenterebbero un tradimento. Si sentirebbero vittime di questo tradimento. Un tradimento della fiducia dei cittadini delle Marche. Un tradimento delle comunità colpite dal sisma. Un tradimento anche loro, come consiglieri e come forza politica. Chi ha speculato sulla sofferenza delle vittime del terremoto dovrà rispondere personalmente di fronte alla legge. Non è accettabile che responsabilità individuali ricadano su un'intera istituzione. Non è giusto che ricadano su una comunità che è la prima vittima degli eventi accaduti.