Due uomini sono stati arrestati a Porto Recanati dopo aver truffato una donna di 63 anni con un raggiro telefonico. Il bottino, composto da denaro e gioielli, è stato recuperato dai carabinieri.
Raggiro telefonico a Porto Recanati
Un ingegnoso raggiro ha colpito una donna di 63 anni a Porto Recanati. La vittima ha ricevuto una telefonata da un finto maresciallo dei carabinieri. L'uomo ha sostenuto che il marito della donna fosse coinvolto in una rapina. Le ha chiesto di consegnare denaro e gioielli a un complice.
La donna, spaventata dalla notizia, ha seguito le istruzioni. Ha affidato i suoi beni preziosi a un individuo che si presentava come carabiniere in borghese. Questo stratagemma ha permesso ai truffatori di ottenere una somma considerevole.
Arresto vicino all'A14
L'azione dei malviventi è stata però interrotta. I carabinieri di Loreto e del Norm hanno intercettato i due uomini. L'arresto è avvenuto intorno alle 13:00. I due si trovavano a bordo di un'utilitaria. Stavano per immettersi sull'autostrada A14, presso il casello di Loreto - Porto Recanati.
Il controllo del veicolo è scattato dopo una segnalazione. Le centrali operative avevano indicato l'auto come sospetta. Si riteneva fosse utilizzata da autori di truffe in trasferta. L'intuizione dei militari si è rivelata corretta.
Recupero bottino e trasferimenti
All'interno dell'utilitaria viaggiavano due uomini di origine campana. Avevano 36 e 22 anni. Sono stati arrestati con l'accusa di truffa aggravata. Al momento dell'arresto, erano in possesso di 4.670 euro in contanti. Trovati anche numerosi gioielli in oro.
Le indagini hanno confermato che la refurtiva era il frutto della truffa ai danni della 63enne di Porto Recanati. I due arrestati sono stati condotti presso la casa circondariale di Ancona. Rimangono a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Attendono l'udienza di convalida davanti al Giudice per le indagini preliminari.
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