Condividi
AD: article-top (horizontal)

Le aree protette delle Marche affrontano gravi difficoltà economiche e gestionali. Un consigliere regionale chiede una riforma radicale per garantire la loro sopravvivenza e valorizzazione.

Situazione critica per i parchi marchigiani

È emerso un quadro preoccupante per i parchi e le riserve naturali della regione Marche. Il vicepresidente della commissione Territorio e ambiente, Michele Caporossi, esponente di Progetto Marche Vive, ha evidenziato questa criticità. Dopo un'audizione con i rappresentanti delle aree protette, è stata richiesta una riforma del sistema. La situazione attuale è definita «critica e molto preoccupante» da Caporossi.

L'incontro in commissione era focalizzato sul programma quinquennale per le aree protette, previsto per il periodo 2026-2030. Erano presenti i responsabili di undici tra parchi e riserve. Tra questi, il Conero, il Furlo, la Gola della Rossa e di Frasassi, e la Sentina. Hanno partecipato anche rappresentanti di Legambiente, Wwf, Italia Nostra e Club alpino italiano. La loro presenza sottolinea l'importanza della questione.

Fondi insufficienti e problemi gestionali

Il quadro emerso durante l'audizione dipinge un quadro desolante. Si parla di fondi insufficienti per la gestione ordinaria. Le difficoltà gestionali impediscono una corretta manutenzione dei sentieri e dei boschi. I controlli sul patrimonio ambientale diventano sempre più sporadici. A volte, come riferito durante l'audizione, mancano persino i fondi per la benzina necessaria agli spostamenti. Questo rende difficile garantire la sicurezza e la conservazione dei territori.

La carenza di risorse economiche compromette le attività di vigilanza e conservazione. La manutenzione delle infrastrutture, come sentieri e strutture ricettive, risulta spesso impossibile. La situazione mette a rischio l'integrità degli ecosistemi protetti. La mancanza di fondi per la benzina è un esempio lampante delle difficoltà operative quotidiane.

Proposte concrete per il rilancio

Michele Caporossi ha individuato tre interventi prioritari per affrontare la crisi. Il primo suggerimento riguarda il Parco del Conero. Si propone di trasferirlo a una gestione finanziaria nazionale, come promesso dal governo. Questo libererebbe risorse da redistribuire agli altri enti regionali. L'obiettivo è creare un circolo virtuoso di finanziamenti.

Il secondo intervento punta all'unificazione della gestione amministrativa e logistica. Attualmente, questa è frammentata tra i vari enti. Una gestione centralizzata potrebbe portare a maggiori efficienze. Infine, si avvia una riflessione sulla governance complessiva del sistema dei parchi. Si cerca un modello più efficace e sostenibile per il futuro.

Una riforma radicale necessaria

Caporossi sottolinea la necessità di un intervento «radicale», non il «solito compitino». La tutela dell'ambiente è strettamente legata alla salute umana. La valorizzazione delle aree protette può anche rappresentare un volano per il turismo. Si parla di un turismo «lento e di qualità», sempre più ricercato dai visitatori. Questo tipo di turismo rispetta l'ambiente e porta benefici economici.

La regione Marche deve affrontare questa sfida con decisione. Le scelte e le priorità politiche determineranno il futuro di questi preziosi ecosistemi. La riforma proposta mira a garantire la sopravvivenza e la piena funzionalità dei parchi. La loro importanza va oltre la mera conservazione naturalistica. Hanno un ruolo cruciale anche per l'economia locale e il benessere dei cittadini.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: