Nelle Marche i nuovi voucher per le rette delle strutture sanitarie copriranno meno di un terzo degli aventi diritto. La consigliera Vitri critica la giunta regionale per lo stanziamento insufficiente di fondi, chiedendo un incremento per supportare tutte le famiglie colpite dagli aumenti.
Aumenti rette Rsa nelle Marche: un sostegno parziale
L'assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha fornito dati sui contributi voucher destinati alle famiglie con congiunti in Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa) o strutture protette nelle Marche. Questi aiuti, secondo quanto dichiarato, raggiungeranno 1.938 persone. La comunicazione è avvenuta in risposta a un'interrogazione urgente presentata dalla consigliera regionale del Partito Democratico, Micaela Vitri.
La consigliera dem ha evidenziato una discrepanza significativa. Il numero di ospiti nelle Rsa e residenze protette della regione supera infatti le 7mila unità. Di conseguenza, l'aumento delle rette, fissato a 240 euro mensili a partire da luglio, rappresenta un onere considerevole per le famiglie marchigiane.
La consigliera Vitri ha quindi sollecitato la giunta regionale. Ha chiesto una revisione e un incremento delle risorse stanziate per i voucher. Questi contributi, pari a 250 euro al mese, sono destinati ai familiari degli ospiti delle strutture.
Fondi insufficienti e criteri di accesso restrittivi
Micaela Vitri ha ricordato che le graduatorie per l'accesso ai voucher saranno regionali e uniche. Saranno suddivise per aree di utenza: anziani, persone con disabilità e individui con problemi di salute mentale. Il requisito fondamentale per accedere sarà un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore a 25mila euro.
Tuttavia, la consigliera ha sottolineato come solo 2 milioni di euro siano stati destinati alla platea generale dei richiedenti. La porzione maggiore dei fondi, pari a 7,6 milioni di euro, proviene da finanziamenti europei. Questi fondi sono specificamente dedicati alla conciliazione vita-lavoro. Sono quindi riservati esclusivamente alle donne in età lavorativa, sia occupate che disoccupate, che hanno un familiare ospite in una struttura.
Questa ripartizione dei fondi esclude di fatto diverse categorie di persone. Ad esempio, una moglie pensionata che assiste il marito in Rsa o una famiglia in cui l'unico caregiver sia un figlio maschio.
Appello per un maggiore sostegno alle famiglie
Di fronte a questa situazione, la consigliera dem ha rivolto un appello diretto alla giunta Acquaroli. Ha chiesto un impegno concreto per incrementare i 2 milioni di risorse regionali. L'obiettivo è garantire un sostegno effettivo a tutte le famiglie che ne avrebbero diritto. L'assistenza a un anziano non autosufficiente comporta già costi e fatiche quotidiane.
Queste famiglie non possono essere lasciate senza risposte, specialmente in un momento in cui le rette delle strutture aumentano di 240 euro al mese. Tale incremento rischia di annullare completamente il beneficio del voucher, rendendo la situazione ancora più critica per molti.
La richiesta è chiara: aumentare i fondi regionali per assicurare che il supporto arrivi a chi ne ha veramente bisogno, senza esclusioni basate su criteri che non tengono conto della complessità delle situazioni familiari. La tutela dei cittadini più fragili e delle loro famiglie deve essere una priorità assoluta per la regione.