La consigliera regionale M5s Marta Ruggeri ha presentato una mozione congiunta all'opposizione per garantire l'accesso all'aborto farmacologico nelle Marche. I dati regionali mostrano ritardi significativi rispetto alla media nazionale, con un alto tasso di obiettori.
Accesso all'aborto farmacologico nelle Marche
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, ha depositato un atto di indirizzo. La mozione è stata sottoscritta da tutte le forze di opposizione presenti in consiglio. L'obiettivo è richiedere l'applicazione delle direttive nazionali sull'aborto farmacologico. Si chiede di uniformare le procedure su tutto il territorio regionale.
La richiesta mira a salvaguardare il diritto alla salute. Si vuole inoltre tutelare l'autodeterminazione delle donne marchigiane. L'applicazione delle linee guida nazionali sull'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) farmacologica deve essere definitiva. Questo è quanto sottolinea la capogruppo M5s.
Ritardi e ostacoli nell'accesso ai servizi
La consigliera Ruggeri ha già sollevato la questione in passato. Aveva presentato un'interrogazione a dicembre. Questa è stata poi discussa in aula a febbraio. Si chiedevano chiarimenti alla Giunta regionale. L'intento era comprendere i gravi ostacoli incontrati dalle donne. Le rassicurazioni verbali dell'Assessore Calcinaro non hanno ancora portato a provvedimenti concreti. I dati disponibili evidenziano una situazione critica.
Le Marche registrano un tasso di IVG farmacologiche pari al 38,9% nel 2025. Questo dato è significativamente inferiore alla media nazionale. La media nazionale supera ampiamente il 50% degli interventi. Inoltre, nel 2026, la regione non ha ancora effettuato procedure in regime ambulatoriale. Questo emerge da un monitoraggio interno.
Alto tasso di obiettori e disagi per le donne
A complicare ulteriormente la situazione, il tasso di medici obiettori raggiunge il 74%. Questa elevata percentuale costringe molte donne a spostarsi. Devono recarsi fuori provincia o fuori regione per accedere al servizio. La mozione mira a superare questi impedimenti. Si chiede alla Giunta regionale di prendere impegni precisi. Non sono più ammissibili ulteriori rinvii.
Tra le richieste, il recepimento formale entro 60 giorni. Si chiede di accogliere la circolare ministeriale del 2020. Questa circolare autorizza la somministrazione della pillola RU486. L'autorizzazione è estesa fino alla 9ª settimana di gestazione. È prevista sia in regime ambulatoriale che con possibilità di assunzione domiciliare.
Appello per una legge pienamente attuata
La legge 194 rappresenta una conquista di civiltà. Non può essere svuotata da inadempienze amministrative. Lo afferma la capogruppo M5s. Si chiede alla Regione Marche di cessare ogni limitazione all'autodeterminazione femminile. È necessario allinearsi alle evidenze scientifiche internazionali. Bisogna assicurare percorsi sicuri, dignitosi e meno invasivi per le donne.
La mozione, firmata da tutte le opposizioni, rappresenta un fronte unito. L'obiettivo è garantire che i diritti sanciti dalla legge nazionale siano pienamente operativi anche nelle Marche. Si attende ora la risposta della Giunta regionale.
Le persone hanno chiesto anche:
Qual è la percentuale di aborti farmacologici nelle Marche?
Nel 2025, la percentuale di IVG farmacologiche nelle Marche era del 38,9%.
Quanti sono i medici obiettori nelle Marche?
Il tasso di medici obiettori nelle Marche raggiunge il 74%.