Marche: mancano 161 medici di famiglia, allarme Gimbe
La Marche affronta una seria carenza di medici di famiglia, con un deficit stimato di 161 professionisti entro il 2025 secondo la Fondazione Gimbe. La regione si posiziona a metà classifica nazionale per questo problema, ma mostra criticità significative nel ricambio generazionale e nell'attrattività dei corsi di formazione specifica.
Carenza Medici di Famiglia nelle Marche
La regione Marche si trova ad affrontare una preoccupante diminuzione del numero di medici di medicina generale (Mmg). Entro il 2028, si prevede che ben 202 medici di famiglia nelle Marche raggiungeranno l'età pensionabile di 70 anni. Questa prospettiva aggrava una situazione già critica, evidenziata dall'analisi della Fondazione Gimbe. Al primo gennaio 2025, la stima ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti indica una mancanza di 161 professionisti sanitari sul territorio marchigiano. Questi dati posizionano le Marche a metà classifica nazionale per quanto riguarda la carenza di medici di base, un indicatore importante della salute del sistema sanitario regionale.
La Fondazione Gimbe ha esaminato le dinamiche e le criticità legate all'inserimento dei medici nel Servizio Sanitario Nazionale, quantificando le carenze nelle diverse regioni italiane. L'indagine mette in luce come la gestione del ricambio generazionale e l'attrattività delle professioni mediche siano sfide comuni a livello nazionale, ma con sfumature regionali specifiche. Nelle Marche, la combinazione tra pensionamenti imminenti e un numero insufficiente di nuovi medici che entrano nel sistema crea un divario sempre più ampio.
Il rapporto sottolinea che, sebbene la regione non sia tra quelle con le maggiori carenze assolute, il trend futuro e le difficoltà nel reclutamento rappresentano un campanello d'allarme. La qualità dell'assistenza primaria, pilastro del sistema sanitario, rischia di essere compromessa se non si interviene con politiche mirate. La carenza di medici di famiglia non è solo un problema numerico, ma si traduce in tempi di attesa più lunghi per le visite, minore disponibilità per i pazienti e un carico di lavoro eccessivo per i professionisti rimasti in servizio.
Criticità nel Reclutamento e Formazione
Uno degli aspetti più allarmanti emersi dall'analisi della Fondazione Gimbe riguarda la scarsa partecipazione ai corsi di formazione specifica in medicina generale nelle Marche. Nel 2025, il numero di candidati per il concorso nazionale è risultato inferiore ai posti disponibili. Nello specifico, si sono registrati 78 candidati in meno rispetto alle borse di studio finanziate, con un deficit del -49% rispetto ai posti messi a bando. Questo dato è particolarmente preoccupante se confrontato con la media nazionale, che invece ha visto un aumento del +26% di partecipanti.
Questa marcata differenza rispetto al resto d'Italia suggerisce che la professione del medico di famiglia potrebbe essere meno attrattiva nelle Marche, o che i percorsi formativi e le condizioni di lavoro post-formazione non siano sufficientemente incentivanti. Le ragioni di questa scarsa adesione potrebbero essere molteplici: dalla percezione di un carico di lavoro eccessivo, alla retribuzione, fino alla mancanza di prospettive di carriera o alla burocrazia associata alla professione. La regione si trova quindi in una posizione svantaggiata rispetto ad altre che riescono a coprire più efficacemente i fabbisogni formativi.
La bassa affluenza ai corsi di formazione specifica rappresenta un ostacolo diretto alla capacità della regione di rimpiazzare i medici che andranno in pensione. Se meno giovani medici scelgono questa specializzazione, il divario tra posti disponibili e professionisti in servizio è destinato ad ampliarsi ulteriormente. È fondamentale che le istituzioni regionali e nazionali analizzino le cause di questa disaffezione e implementino strategie per rendere la medicina generale una scelta più appetibile per i futuri medici. Potrebbe essere necessario rivedere i piani di studio, migliorare le condizioni di lavoro, offrire incentivi economici o facilitare l'accesso a strutture moderne e supportate.
Posizionamento delle Marche nel Contesto Nazionale
La Fondazione Gimbe ha stilato una classifica delle regioni italiane in base alla carenza di medici di medicina generale al primo gennaio 2025. La Lombardia guida questa triste classifica con una mancanza di 1.540 medici, seguita dal Veneto con 747 e dalla Campania con 643. L'Emilia Romagna si posiziona al quarto posto con 502 medici mancanti. Le Marche, con i loro 161 medici di famiglia mancanti, si collocano al nono posto, confermando una posizione intermedia nella graduatoria nazionale. Questo significa che, pur non essendo la regione più colpita, la situazione è comunque seria e richiede attenzione.
Per quanto riguarda il trend dei pensionamenti previsti entro il 2028, le criticità maggiori si concentrano in Campania, con 1.147 medici che andranno in pensione, e in Lombardia, con 928. Le Marche, con 202 pensionamenti previsti, si trovano in una fascia medio-bassa di questa classifica, il che indica che il problema dei pensionamenti è meno acuto rispetto ad altre regioni, ma comunque significativo nel medio termine. La combinazione di pensionamenti imminenti e difficoltà nel reclutamento rende la situazione delle Marche particolarmente delicata.
Analizzando il numero medio di assistiti per medico di medicina generale, la regione Marche si attesta leggermente al di sopra della media nazionale. Nelle Marche, ogni medico ha in carico in media 1.406 pazienti, mentre la media italiana è di 1.383. Questo dato, sebbene non drammatico, indica comunque un carico di lavoro superiore alla media per i medici marchigiani. La Lombardia, invece, presenta un valore ancora più elevato, con 1.533 assistiti per medico. La regione Marche si distingue anche per la contrazione più bassa di medici di medicina generale tra il 2019 e il 2024, registrando un calo del -4,2%. Questo dato è notevolmente inferiore rispetto alla media nazionale del -14,2% e a regioni come la Sardegna (-40,3%), la Puglia (-26,3%), la Calabria (-20,2%) e l'Abruzzo (-20%). Fa eccezione solo la Provincia Autonoma di Trento (-1,5%). Questo dato positivo sulla stabilità del numero di medici attivi potrebbe, tuttavia, mascherare la gravità della carenza futura dovuta ai pensionamenti e alla scarsa formazione di nuovi professionisti.