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Il settore edile nelle Marche registra una crescita più contenuta rispetto al passato. I lavori pubblici sostengono il comparto, ma l'edilizia abitativa e non residenziale mostra flessioni. Le imprese lamentano carenza di manodopera qualificata e chiedono alla Regione una programmazione strategica per il futuro, in vista della conclusione del Pnrr.

Crescita edilizia rallenta nelle Marche

La produzione edilizia nelle Marche ha visto un incremento del 2,9% nel primo semestre del 2026. Questo dato rappresenta un rallentamento rispetto al +4,8% registrato nella seconda metà del 2025. L'analisi proviene da un'indagine del Centro studi "Guzzini" di Confindustria Marche, in collaborazione con Ance Marche e Intesa Sanpaolo. La tendenza generale indica un'espansione del settore, seppur a ritmi meno sostenuti.

I lavori di pubblica utilità si confermano il motore principale di questa espansione. Hanno infatti registrato un aumento superiore al 15%. Al contrario, i settori dell'edilizia abitativa e di quella non residenziale hanno subito delle contrazioni. L'edilizia abitativa è diminuita del 2,1%. Quella non residenziale ha segnato un calo dell'1,6%. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha stimolato oltre mille interventi nel territorio marchigiano. A questi si aggiungono le opere legate alla ricostruzione post-sisma e gli interventi di manutenzione ordinaria.

Il comparto privato mostra fragilità

Il rapporto evidenzia una maggiore fragilità nel comparto privato dell'edilizia. Nel corso del 2024, le autorizzazioni per nuove abitazioni nella regione sono diminuite di circa il 13%. Nonostante ciò, nel 2025 le compravendite immobiliari hanno registrato un aumento di quasi il 4%. Questa dinamica suggerisce una riduzione dell'offerta di nuove costruzioni a fronte di una domanda ancora sostenuta. Le imprese del campione intervistato segnalano difficoltà crescenti nel reperire personale qualificato. Il 90,2% delle aziende dichiara questo problema.

La carenza di manodopera qualificata rappresenta un ostacolo significativo per lo sviluppo del settore. Molte aziende faticano a trovare professionisti con le competenze necessarie per portare a termine i progetti. Questo fenomeno potrebbe limitare ulteriormente la capacità produttiva delle imprese edili marchigiane nei prossimi anni. La situazione richiede attenzione da parte delle istituzioni e delle associazioni di categoria.

Appello per una programmazione post-Pnrr

Carlo Resparambia, presidente di Ance Marche, ha lanciato un appello alla Regione Marche. Ha sollecitato la necessità di iniziare a pianificare le strategie future in vista della conclusione del Pnrr. «Non possiamo permetterci che alla conclusione del Pnrr segua un vuoto di investimenti», ha dichiarato Resparambia. È fondamentale evitare un'interruzione delle attività e garantire continuità al settore.

La proposta avanzata è quella di sviluppare fin da ora una programmazione regionale pluriennale. Questa dovrebbe riguardare le infrastrutture e le opere pubbliche. L'obiettivo è individuare chiaramente le priorità, le risorse finanziarie necessarie e le tempistiche certe per la realizzazione degli interventi. Una pianificazione proattiva è essenziale per sostenere l'occupazione e l'economia locale nel lungo periodo. Le istituzioni sono chiamate a rispondere a questa esigenza.

Domande e Risposte

D: Qual è la situazione attuale del settore edilizio nelle Marche?
R: Il settore edilizio nelle Marche sta crescendo, ma a un ritmo più lento rispetto al passato. La produzione è aumentata del 2,9% nel primo semestre del 2026, un dato inferiore rispetto al 4,8% registrato nel secondo semestre del 2025. I lavori pubblici stanno trainando la crescita, mentre l'edilizia abitativa e non residenziale mostrano un calo.

D: Quali sono le principali sfide per le imprese edili marchigiane?
R: La sfida principale per le imprese edili marchigiane è la difficoltà nel reperire manodopera qualificata, segnalata dal 90,2% delle aziende. Inoltre, il comparto privato dell'edilizia mostra fragilità, con un calo delle autorizzazioni per nuove abitazioni e una domanda che, nonostante le compravendite in aumento, fatica a trovare offerta adeguata.

D: Cosa chiedono le associazioni di categoria alla Regione Marche?
R: Le associazioni di categoria, in particolare Ance Marche, chiedono alla Regione Marche di iniziare a pianificare fin da ora una programmazione regionale pluriennale per le infrastrutture e le opere pubbliche. L'obiettivo è evitare un vuoto di investimenti dopo la conclusione del Pnrr, individuando priorità, risorse e tempi certi per i futuri interventi.