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La regione Marche affronta una drastica riduzione degli sportelli bancari, con un impatto negativo sui cittadini più vulnerabili e sull'economia locale. Si richiede un'azione coordinata per garantire l'accesso ai servizi essenziali.

Allarme chiusura filiali bancarie nelle Marche

Un preoccupante calo degli sportelli bancari sta interessando la regione Marche. I dati evidenziano una significativa contrazione del numero di filiali attive. Questa tendenza solleva serie preoccupazioni per l'accessibilità ai servizi finanziari. La diminuzione degli sportelli colpisce in modo sproporzionato le fasce più deboli della popolazione. Anziani e persone con limitate competenze digitali si trovano in difficoltà. Il commercio e l'economia locale subiscono un danno diretto. Si creano inoltre marcate disparità territoriali all'interno della regione.

Di fronte a questa situazione, emerge la necessità di un intervento deciso. La giunta regionale è chiamata ad agire con urgenza. È fondamentale una stretta collaborazione con gli istituti di credito. Anche gli organismi preposti devono essere coinvolti attivamente. L'obiettivo primario è la tutela dell'accesso ai servizi bancari essenziali. Questa richiesta è stata formalizzata da Andrea Nobili. Egli ricopre il ruolo di capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. Nobili ha presentato un'interrogazione specifica. Si tratta di una richiesta di risposta orale sul tema della desertificazione bancaria.

Dati allarmanti sulla riduzione degli sportelli

Le cifre relative alla chiusura delle filiali bancarie nelle Marche sono allarmanti. I dati provengono da un'elaborazione Ires Marche. La Fisac-Cgil ha contribuito all'analisi. Le statistiche coprono il decennio tra il 2016 e il 2026. In questo periodo, il numero di sportelli bancari è precipitato. Si è passati da 1.046 filiali a sole 584. Questo significa una perdita netta di 462 sportelli. La percentuale di riduzione raggiunge il 44,2%. Questo dato è significativamente superiore alla media nazionale. La media nazionale di chiusura si attesta al 35,2%. Tali numeri confermano la gravità della situazione.

Il consigliere Andrea Nobili ha definito questi dati come «allarmanti». Ha sottolineato l'urgenza di ottenere risposte concrete. La sua interrogazione mira a ottenere chiarimenti specifici. Si chiede se il Comitato per il sostegno del credito e dei servizi bancari e finanziari di base nelle Marche sia effettivamente operativo. Si desidera conoscere la frequenza delle sue riunioni. Soprattutto, si vogliono conoscere i risultati concreti prodotti da questo organismo. Questo comitato ha un ruolo cruciale. È chiamato a monitorare la distribuzione degli sportelli bancari. Deve anche proporre soluzioni efficaci contro l'esclusione finanziaria.

Istituzione del comitato e ritardi nella sua operatività

L'istituzione del Comitato per il sostegno del credito è avvenuta tramite legge regionale. Questo passo legislativo è stato compiuto nel 2025. Tuttavia, la giunta regionale ha annunciato la sua effettiva costituzione solo nel settembre 2026. Questo ritardo supera abbondantemente un anno. Tale lasso di tempo solleva interrogativi sulla tempestività delle risposte regionali. La lentezza nell'attivazione di un organismo così importante preoccupa ulteriormente. La sua funzione è vitale per affrontare la desertificazione bancaria.

La richiesta di Nobili è chiara. Vuole trasparenza sull'operatività del comitato. Si attende di sapere quali azioni siano state intraprese. Si spera che il comitato possa finalmente svolgere il suo ruolo. Deve diventare uno strumento efficace per mitigare gli effetti negativi. La sua inattività prolungata rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Le comunità locali attendono risposte concrete. La mancanza di servizi bancari accessibili indebolisce il tessuto sociale ed economico.

Richiesta di iniziative concrete e sostegno alle fasce deboli

La Regione Marche è sollecitata a intraprendere azioni concrete. Andrea Nobili chiede una ricognizione aggiornata dei servizi bancari disponibili sul territorio. È necessario comprendere l'esatta portata della copertura attuale. Successivamente, devono essere promosse iniziative mirate. Si suggerisce l'implementazione di sportelli condivisi. Questi potrebbero servire più istituti bancari contemporaneamente. Un'altra proposta riguarda i presidi periodici. Questi potrebbero garantire una presenza bancaria, anche se non continuativa, in aree più remote. Tali iniziative dovrebbero essere concordate. La collaborazione con il sistema bancario è essenziale. Anche il coinvolgimento degli enti locali è fondamentale per il successo.

L'obiettivo è non lasciare indietro nessuno. Particolare attenzione deve essere rivolta alle categorie più vulnerabili. Gli anziani, spesso meno avvezzi alle tecnologie digitali, necessitano di supporto. Le persone con difficoltà nell'accesso ai servizi online sono a rischio di esclusione. Anche i piccoli commercianti e le microimprese dipendono fortemente dalla presenza di sportelli bancari. La loro attività potrebbe essere compromessa dalla desertificazione. La conclusione di Nobili sottolinea l'importanza di un approccio inclusivo. La Regione deve farsi carico di questa problematica. Deve garantire che nessuno sia penalizzato dalla mancanza di servizi bancari essenziali. L'azione coordinata è la chiave per preservare la coesione sociale ed economica delle Marche.