Condividi

La Cgil Marche accusa la Regione di usare i dati sulle liste d'attesa per pura propaganda. La sindacalista Loredana Longhin chiede maggiore trasparenza e un vero confronto sulle strategie sanitarie.

Critiche alla gestione delle liste d'attesa

La segretaria regionale della Cgil Marche, Loredana Longhin, ha espresso forte disappunto. Ha definito le comunicazioni della Regione sull'aumento delle prestazioni sanitarie come mera propaganda. Secondo la sindacalista, servirebbe invece un'operazione di trasparenza autentica. Sarebbe fondamentale un confronto di merito con le organizzazioni sindacali. Le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, sui presunti vantaggi nelle liste d'attesa sono state bollate come insufficienti. La Cgil ritiene che la soluzione richieda un approccio su più fronti. Iniziative estemporanee della giunta regionale non sono la risposta. La situazione necessita di azioni concrete e non di annunci.

Iniziative passate e attuali sotto esame

La sindacalista ha ricordato iniziative precedenti. Solo pochi mesi fa, l'assessore aveva promosso le prestazioni nei fine settimana. Questa mossa era stata presentata come soluzione per ridurre le attese. La Cgil considera questa trovata pubblicitaria inefficace. Ha creato disomogeneità tra i medici. Alcuni hanno lavorato con turni aggiuntivi. Altri hanno avuto turni di servizio compensativi. Questo è avvenuto senza chiarezza o condivisione con il sindacato. Non è stato istituito un fondo specifico per retribuire i turni extra. Le risorse disponibili sono limitate. La priorità dovrebbe essere l'assunzione di nuovo personale. La sperimentazione dei weekend è stata accantonata. Non si conoscono ancora i risultati né i costi effettivi. La Cgil ha richiesto questi dati.

Nuove strategie e preoccupazioni

Ora la Regione propone una nuova strategia. Questa si basa sull'uso dell'intelligenza artificiale, definita "made in Marche". La segretaria regionale Cgil teme che possa rivelarsi solo pubblicità ingannevole. La Cgil chiede un arco temporale di analisi più ampio. Questo eviterebbe sovrapposizioni tra mesi molto diversi. Ad esempio, aprile 2025 e aprile 2026. Il problema delle liste d'attesa è molto più complesso. Riguarda non solo le prime visite. I dati presentati dall'assessore mostrano un incremento dei volumi. Non evidenziano però un miglioramento effettivo dei tempi di attesa. La situazione è articolata e richiede un'analisi approfondita. Le prime visite sono solo una parte del problema sanitario.

Oltre le prime visite: interventi chirurgici e mobilità passiva

La critica della Cgil si estende ad altri aspetti cruciali. Non vengono forniti dati sui follow-up. Non c'è monitoraggio dei tempi di attesa per gli interventi chirurgici. Non si analizza l'incidenza dei tempi di attesa per i cittadini marchigiani. Questo riguarda anche gli interventi legati alla mobilità passiva. La Regione dovrebbe fornire un quadro completo. La trasparenza è essenziale per comprendere la reale situazione sanitaria. La Cgil Marche insiste sulla necessità di un confronto aperto. Solo così si potranno individuare soluzioni efficaci e condivise. L'obiettivo è migliorare realmente l'accesso alle cure per tutti i cittadini. La propaganda non può sostituire un piano sanitario solido e trasparente.