Le imprese familiari marchigiane affrontano una sfida generazionale: molti leader hanno superato i 60 anni. Confindustria Ancona e l'Università Politecnica delle Marche collaborano per pianificare la successione e garantire la continuità aziendale.
Il peso delle imprese familiari marchigiane
Nel territorio delle Marche, la quasi totalità delle società di capitali, precisamente il 95,2%, è controllata da famiglie. Queste realtà imprenditoriali contano 27.997 aziende. Generano un fatturato complessivo di circa 48 miliardi di euro. Offrono impiego a oltre 193 mila persone.
Questi dati evidenziano un quadro economico significativo. Le imprese a conduzione familiare rappresentano un pilastro fondamentale per l'economia regionale. La loro pervasività sottolinea l'importanza di affrontare le sfide legate alla loro gestione e al loro futuro.
La sfida della successione generazionale
Un dato preoccupante emerge dall'analisi: il 42,5% dei vertici aziendali ha compiuto almeno 60 anni. Questo scenario solleva interrogativi cruciali. Come si può assicurare la continuità operativa di queste realtà? Come si può preparare efficacemente il passaggio di consegne alle nuove generazioni?
Questi sono i quesiti centrali emersi dai primi risultati dell'Osservatorio regionale sulle imprese familiari. L'indagine è stata presentata da Confindustria Ancona e dall'Università Politecnica delle Marche. L'evento, intitolato «Imprese familiari marchigiane: storie, numeri e visioni», ha messo in luce la criticità della situazione.
Strategie per la continuità aziendale
I dati elaborati dall'Università Politecnica delle Marche indicano una direzione chiara. È necessario trasformare la transizione generazionale in un processo pianificato. Questo implica un affiancamento strutturato tra le diverse generazioni. Richiede una delega graduale delle responsabilità. È fondamentale adottare una governance più moderna e organizzata.
Questi elementi sono essenziali per garantire la continuità e favorire lo sviluppo nel lungo periodo. Nonostante il loro peso economico, la maggior parte delle imprese familiari si trova ancora alla prima generazione. L'87,6% delle aziende è in questa fase. Solo il 10,9% è alla seconda generazione. Appena l'1,5% ha raggiunto la terza o generazioni successive.
Il passaggio generazionale è più avanzato nelle aziende di dimensioni maggiori. È avvenuto nel 10% delle aziende con meno di dieci dipendenti. Al contrario, è una realtà nel 57% delle imprese con oltre 250 dipendenti. Questo dato suggerisce una maggiore propensione alla pianificazione in contesti più strutturati.
Impatto economico delle generazioni avanzate
Le imprese che hanno superato la prima generazione, pur costituendo il 12,4% del totale, mostrano un impatto economico notevole. Concentrano il 31,5% degli addetti totali. Assicurano il 38,7% dei ricavi del comparto. Questo dimostra come la longevità aziendale, legata al successo del passaggio generazionale, sia un fattore di crescita.
L'urgenza della situazione è ulteriormente sottolineata dall'età media dei leader. Si attesta sui 57 anni. La governance tende a essere concentrata. Nel 70,8% delle imprese, esiste un unico amministratore. Questo dato evidenzia una potenziale fragilità in caso di assenza del vertice.
Lo studio ha individuato un gruppo di 4.313 imprese. Rappresentano il 15% del totale. Occupano oltre 22 mila addetti. Per queste realtà, la successione richiede un'attenzione particolare. In 2.399 aziende (l'8,4% del totale), due generazioni condividono già la gestione. Questa percentuale sale a una su quattro tra le aziende con almeno 50 dipendenti.
Dichiarazioni e prospettive future
«Le imprese familiari rappresentano una delle principali ricchezze economiche e sociali delle Marche», ha affermato Diego Mingarelli, presidente di Confindustria Ancona. «L'Osservatorio regionale ci permette di conoscerne più a fondo caratteristiche ed esigenze. Possiamo avviare azioni concrete a sostegno della transizione generazionale e della continuità aziendale. Il futuro delle imprese non si improvvisa: si prepara insieme».
«Affiancare le imprese familiari nella transizione generazionale è una priorità della politica industriale della Regione Marche», ha dichiarato Giacomo Bugaro, assessore regionale allo sviluppo economico. «Questa sfida riguarda la competitività dell'intero sistema produttivo».
«Siamo entrati nelle aziende, intervistando genitori e figli», ha spiegato Alessandro Cinti, docente e ricercatore presso il Dipartimento di Management dell'Università Politecnica delle Marche. «Le persone ci hanno spiegato come si affronta il passaggio generazionale: portando in impresa innovazione e competenze nuove».
Alla presentazione sono intervenuti anche Roberta Fileni, vicepresidente di Confindustria Ancona con delega alle Imprese familiari, e Maria Serena Chiucchi, direttrice del Dipartimento di Management di Univpm.