Cultura

Forlì: Brunelli, 'Siamo già capitale cultura, pubblicheremo progetto'

18 marzo 2026, 13:56 5 min di lettura
Forlì: Brunelli, 'Siamo già capitale cultura, pubblicheremo progetto' Immagine generata con AI Ancona
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Nonostante la mancata designazione di Forlì-Cesena come Capitale Italiana della Cultura 2028, il presidente del comitato scientifico, Gianfranco Brunelli, assicura che il valore del progetto rimane e che l'intero piano verrà reso pubblico.

Forlì-Cesena non vince, ma il progetto culturale prosegue

La competizione per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 si è conclusa con la vittoria di Ancona. Nonostante questo esito, il comitato scientifico di Forlì-Cesena non si arrende. Il presidente, Gianfranco Brunelli, ha rilasciato dichiarazioni significative. Ha sottolineato come il valore della candidatura presentata rimanga intatto. La proposta di Forlì, in particolare, è stata definita una vera e propria «candidatura di comunità».

Il progetto ha saputo unire realtà territoriali molto diverse. Ha coinvolto ben 50 comuni. L'intera regione della Romagna è stata inclusa in questa iniziativa. Un fatto di tale portata non si era mai verificato prima. Diverse appartenenze politiche e opinioni si sono fuse. Interessi disparati hanno trovato un punto d'incontro. Tutti si sono riconosciuti in un progetto comune. Hanno condiviso valori condivisi. L'obiettivo era disegnare un futuro per questi territori. Territori storicamente segnati da divisioni. L'intento era camminare insieme. Percorrere i «sentieri della bellezza». Percorsi che rappresentano il bene e il buono.

Brunelli ha ribadito con forza che questo valore intrinseco del progetto non andrà perduto. La forza della proposta risiede nella sua capacità aggregante. Ha dimostrato che è possibile superare le differenze per un obiettivo comune. La volontà di unire prevale sulle divisioni storiche. Questo è il messaggio fondamentale che emerge dalle sue parole.

Il valore del progetto oltre il finanziamento milionario

Riguardo alle possibili polemiche interne. Alcuni esponenti politici avevano criticato il modello «diffuso» della candidatura con Cesena. Brunelli, che è anche vicepresidente della Fondazione Cassa dei Risparmi, ha risposto con chiarezza. Ha ammesso che le polemiche sono un elemento quasi inevitabile in contesti competitivi. Tuttavia, ha evidenziato un dato fondamentale. La loro proposta è arrivata in finale. È stata giudicata tra le migliori. Questo riconoscimento è arrivato anche dalle altre città concorrenti. Un segnale forte del valore intrinseco del loro dossier.

La vittoria, purtroppo, è andata ad un'altra realtà. Questo è il naturale esito di ogni competizione. Nonostante ciò, Brunelli non minimizza l'importanza del percorso fatto. Ha spiegato che l'assenza del titolo di Capitale della Cultura comporterà la perdita di finanziamenti. Questi fondi erano destinati alla realizzazione concreta dei progetti. Tuttavia, la visione di Brunelli non sembra affatto ridimensionata. Anzi, emerge un rinnovato slancio.

Ha affermato che la vittoria ha sempre un valore simbolico. Non è il milione di euro, per quanto importante, a fare la differenza. Il vero valore risiede nella capacità di «pensarsi assieme». Questa è una ricchezza ben maggiore. La forza di una comunità che si unisce per un obiettivo comune è impagabile. Questo aspetto è centrale nella sua visione. Il senso di appartenenza e la collaborazione sono i veri motori del progresso culturale.

Pubblicazione integrale del progetto: un futuro da costruire

In un'ottica di trasparenza e di continuità, Brunelli ha annunciato una mossa significativa. L'intero progetto, che è stato definito «quasi il doppio del dossier presentato», verrà reso pubblico. Questa decisione mira a condividere la visione culturale di Forlì e della Romagna con un pubblico più ampio. Permetterà a chiunque di approfondire le idee e le proposte elaborate.

Il presidente del comitato scientifico ha concluso con parole di forte determinazione. Ha dichiarato che onoreranno il loro progetto. La motivazione principale è la volontà di unire, non di dividere. L'obiettivo è costruire il futuro, evitando di rimanere ancorati a nostalgie del passato. Ha espresso un giudizio netto nei confronti di chi non coglie questa realtà. Li ha definiti coloro che «perdono solo».

La sua affermazione finale è un manifesto programmatico. «Noi siamo già e saremo sempre più una capitale italiana della cultura». Questa frase racchiude la resilienza e la visione a lungo termine del territorio. Nonostante la mancata designazione, l'impegno culturale di Forlì e della Romagna non si ferma. Anzi, si rafforza. Il progetto «I sentieri della bellezza» continua il suo cammino.

La candidatura di Forlì-Cesena, pur non avendo raggiunto il traguardo finale, ha dimostrato un potenziale enorme. Ha messo in luce la capacità di aggregazione di un territorio vasto. Ha evidenziato la forza di un progetto culturale condiviso. La pubblicazione integrale del piano permetterà di valutare appieno la sua ambizione. Sarà un punto di riferimento per future iniziative. La cultura come motore di sviluppo e coesione sociale.

Il dossier originale, frutto di un lavoro meticoloso, conteneva proposte innovative. Spaziavano dalla valorizzazione del patrimonio storico-artistico alla promozione delle arti contemporanee. L'inclusione di percorsi naturalistici e di itinerari enogastronomici arricchiva ulteriormente l'offerta. L'idea era quella di creare un'esperienza culturale completa. Un viaggio attraverso la bellezza e le eccellenze del territorio.

La forza della candidatura risiedeva anche nella sua capacità di coinvolgere attivamente la cittadinanza. Numerose associazioni, enti e singoli cittadini hanno partecipato alla stesura del progetto. Questo ha creato un forte senso di appartenenza. Ha reso il progetto non solo un'iniziativa istituzionale, ma un vero e proprio movimento culturale. Un esempio di come la cultura possa unire e mobilitare le energie di una comunità.

Brunelli ha implicitamente invitato a guardare oltre l'esito della competizione. La vera vittoria, secondo la sua visione, è la costruzione di un'identità culturale forte e condivisa. È la capacità di guardare al futuro con ambizione e determinazione. La pubblicazione del progetto integrale è un passo in questa direzione. Un invito a partecipare attivamente alla costruzione di questo futuro.

La regione Emilia-Romagna, con la sua ricca storia e le sue tradizioni vivaci, possiede un potenziale culturale immenso. La candidatura di Forlì-Cesena ha rappresentato un tentativo ambizioso di valorizzare questo patrimonio. Ha cercato di posizionare il territorio come un centro nevralgico della cultura italiana. Un obiettivo che, nonostante la mancata designazione, rimane valido e perseguibile.

Il commento di Brunelli è un messaggio di speranza e di continuità. Nonostante la delusione iniziale, l'entusiasmo e la visione rimangono intatti. La cultura come strumento di crescita e di valorizzazione del territorio. Un patrimonio da preservare, promuovere e condividere. La pubblicazione del progetto è solo l'inizio di un nuovo capitolo.

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