Cronaca

Commercio urbano: Piergallini (Pd) chiede aiuti urgenti

18 marzo 2026, 10:31 4 min di lettura
Commercio urbano: Piergallini (Pd) chiede aiuti urgenti Immagine generata con AI Ancona
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Il consigliere regionale Enrico Piergallini del Partito Democratico denuncia la grave crisi del commercio nei centri urbani delle Marche, definendola un'emergenza sociale. Chiede alla giunta regionale interventi più incisivi per sostenere le attività commerciali e contrastare la desertificazione dei centri storici.

Crisi commercio urbano: un'emergenza sociale

La situazione del commercio nei centri urbani delle Marche è critica. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Enrico Piergallini del Partito Democratico, ha lanciato un forte allarme. Ha definito la crisi un'«emergenza sociale, oltre che economica». Le sue parole emergono da un quadro preoccupante. La chiusura di un negozio su tre ad Ascoli Piceno è solo un esempio. Questo dato riflette una tendenza regionale allarmante. Piergallini ha presentato un'interrogazione. L'ha indirizzata alla giunta regionale. Tutti i gruppi di opposizione hanno sottoscritto il documento. L'obiettivo è sollecitare politiche più efficaci. Queste politiche devono sostenere il commercio urbano. La desertificazione dei centri storici minaccia la vitalità delle città.

Tra il 2012 e il 2025, le principali città marchigiane hanno subito perdite significative. Oltre un quarto delle loro attività commerciali è scomparso. Questo dato emerge chiaramente dall'interrogazione presentata. Ancona e Pesaro registrano perdite superiori al 35%. Ascoli Piceno segna un preoccupante 33,4%. Fermo perde il 29,4%. Macerata si attesta al 26,4%. La situazione è grave. Quasi un negozio su cinque nella regione risulta oggi sfitta. La percentuale è del 21,9%. Questo fenomeno non riguarda solo l'economia. Ha profonde implicazioni sociali. La mancanza di negozi altera il tessuto urbano.

L'impatto sociale della desertificazione commerciale

Enrico Piergallini sottolinea con forza la natura sociale del problema. «La desertificazione commerciale non è solo un problema economico, ma un'emergenza sociale», afferma. I negozi di quartiere svolgono un ruolo fondamentale. Per oltre il 60% dei cittadini, rappresentano un importante luogo di socialità. Fungono da presidio degli spazi pubblici. La loro scomparsa ha conseguenze dirette. Riduce il valore degli immobili. Le stime indicano una diminuzione fino al 16%. In aree con un'offerta commerciale più ricca, gli scarti possono raggiungere il 39%. Questo evidenzia l'importanza del commercio per la vivibilità urbana. La perdita di questi esercizi commerciali impoverisce le città. Crea zone meno attrattive e meno sicure. La socialità si riduce. La comunità si frammenta. Le città rischiano di diventare dormitori.

Il vicepresidente riconosce gli sforzi della Regione. Sono stati promossi i Centri Commerciali Naturali. Tuttavia, giudica queste misure insufficienti. La crescita esponenziale del commercio online rappresenta una sfida enorme. Le iniziative attuali non bastano a contrastare questa tendenza. La competizione con le piattaforme digitali è impari. I piccoli negozi faticano a rimanere competitivi. La pandemia ha ulteriormente accelerato questo processo. Molte attività non sono riuscite a sopravvivere. La mancanza di sostegno adeguato aggrava la situazione. È necessario un cambio di passo.

Richiesta di interventi concreti alla Regione

Nell'interrogazione, Piergallini chiede azioni concrete. Si sollecita una valutazione approfondita dell'efficacia degli strumenti già attivati. È fondamentale capire cosa funziona e cosa no. Bisogna intervenire con incentivi mirati. Questi incentivi dovrebbero promuovere nuove attività nei centri storici. Il rilancio passa anche dal riuso dei locali sfitti. Servono programmi specifici per questo scopo. Il sostegno alla digitalizzazione delle micro e piccole imprese è cruciale. Le attività commerciali devono poter competere nell'era digitale. Questo richiede investimenti in tecnologia e formazione. Inoltre, è necessaria un'azione coordinata con il governo nazionale. La Conferenza Stato-Regioni è il luogo deputato per affrontare queste problematiche. L'interrogazione mira a stimolare una risposta politica forte. La Regione deve agire con urgenza. Non si può più rimandare. Il futuro dei centri urbani è in gioco. La vitalità delle città marchigiane dipende da queste decisioni.

La situazione richiede un approccio olistico. Non basta un singolo intervento. È necessario un pacchetto di misure integrate. Queste misure devono affrontare le diverse sfaccettature della crisi. Dalla fiscalità locale al sostegno all'innovazione. Dalla semplificazione burocratica alla promozione del territorio. La collaborazione tra enti locali, Regione e governo centrale è indispensabile. Solo così si potrà invertire la rotta. Si potrà garantire un futuro sostenibile al commercio urbano. Le Marche meritano città vive e attrattive. I cittadini meritano servizi di prossimità. La politica ha il dovere di rispondere a queste esigenze. L'interrogazione di Piergallini è un passo importante in questa direzione. Ora serve l'azione concreta.

La desertificazione commerciale non è un fenomeno isolato. Riguarda molte regioni italiane. Le città medie e piccole soffrono particolarmente. La perdita di esercizi commerciali significa perdita di posti di lavoro. Significa anche perdita di identità per i quartieri. I negozi sono spesso punti di riferimento. Offrono non solo beni, ma anche servizi e relazioni. La loro chiusura lascia un vuoto difficile da colmare. Le amministrazioni locali hanno un ruolo chiave. Devono creare un ambiente favorevole alle imprese. Devono incentivare la nascita di nuove attività. Devono supportare quelle esistenti. La Regione Marche ha l'opportunità di diventare un modello. Può dimostrare come affrontare questa sfida complessa. Le proposte avanzate da Piergallini rappresentano una base solida. Ora è il momento di tradurle in azioni concrete. L'obiettivo è rivitalizzare i centri urbani. Renderli luoghi dove le persone vogliono vivere, lavorare e fare acquisti.

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