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L'aumento dei prezzi di benzina e gasolio nelle Marche mette in crisi 2.074 imprese di trasporto merci. La Cna chiede interventi urgenti al Governo per evitare il blocco del settore.

Aumento dei costi del carburante nelle Marche

I prezzi di benzina e gasolio hanno registrato un nuovo aumento. Questo fenomeno si verifica dopo la fine del taglio sulle accise. Anche l'Italia presenta un'anomalia nella formazione del prezzo finale dei carburanti. La Cna Marche ha monitorato l'andamento dei prezzi. Hanno confrontato le quotazioni del Brent con i prezzi medi nazionali.

Il prezzo del Brent è passato da circa 70,75 dollari al barile a fine febbraio a 76,56 dollari. Si tratta di un incremento dell'8,2%. Nello stesso periodo, la benzina self-service è aumentata da 1,670 a 1,855 euro al litro. Questo corrisponde a un aumento dell'11,1%. Il gasolio è salito da 1,720 a 1,941 euro al litro, con un incremento del 12,8%.

Questi aumenti non sono giustificati dalle dinamiche internazionali. La Cna Marche sottolinea questo aspetto. L'aggravio immediato è significativo. Per un pieno di 50 litri di benzina, si spendono 9,25 euro in più. Per il gasolio, l'aumento è di 11,05 euro. Per mille litri di gasolio, una quantità comune per le piccole imprese di autotrasporto, il costo aggiuntivo è di 221 euro.

Impatto sulle imprese di trasporto merci

Riccardo Battisti, responsabile Cna-Fita Marche, spiega le conseguenze. Questa differenza di prezzo incide direttamente sui bilanci delle aziende. Colpisce anche le finanze delle famiglie. Nelle Marche, l'impatto è immediato e pesante. Ben 2.074 aziende operanti nel trasporto merci stanno affrontando questo ennesimo rincaro.

La provincia di Ancona conta 529 imprese colpite. Seguono Pesaro e Urbino con 672 aziende. Macerata ne registra 394. Ascoli Piceno ha 288 imprese interessate. Fermo conta 191 aziende nel settore.

Richiesta di intervento governativo

La situazione è ulteriormente complicata da un fattore critico. Battisti evidenzia che non sono ancora stati erogati i 300 milioni di euro promessi dal Governo. Questi fondi dovrebbero compensare i costi dei carburanti per il periodo da marzo a giugno 2026. La mancata erogazione mette a rischio il settore. Potrebbe portare al fermo delle attività.

Per questo motivo, l'associazione Cna chiede un rafforzamento del monitoraggio. È necessario controllare l'intera filiera dei prezzi. Questo include le quotazioni internazionali. Comprende anche il prezzo industriale e la distribuzione finale.

Appello per trasparenza e tempestività

Battisti conclude sottolineando l'importanza di trasparenza e tempestività. Questi elementi sono fondamentali. Servono per evitare che il costo dell'energia continui a erodere la competitività delle imprese marchigiane. È necessario anche proteggere il potere d'acquisto delle famiglie.

La Cna Marche sollecita un intervento rapido. L'obiettivo è stabilizzare i costi. Questo permetterà alle aziende di continuare a operare. Garantirà anche la sostenibilità economica del settore del trasporto merci nella regione.

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