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La Fiom Cgil ha organizzato un presidio ad Ancona per commemorare i due operai deceduti alla Fincantieri. La richiesta è chiara: basta incidenti mortali sul lavoro e maggiore attenzione alla sicurezza nei cantieri.

Manifestazione Fiom per la sicurezza sul lavoro

Un presidio si è tenuto ad Ancona. L'iniziativa è stata promossa dalla Fiom Cgil. L'obiettivo era ricordare due operai. Sono tragicamente scomparsi alla Fincantieri. La protesta mira a sensibilizzare sull'emergenza sicurezza. Si chiede la fine delle morti sul lavoro. L'evento si è svolto davanti ai cancelli dello stabilimento. La mobilitazione ha visto la partecipazione anche dell'Unione degli universitari (Udu). La loro presenza sottolinea la trasversalità del problema. La sicurezza riguarda tutti i lavoratori. La protesta è nata a poco più di un mese dalla tragedia. Due vite sono state spezzate. Le loro famiglie sono distrutte. La Fiom Cgil non dimentica. Continua la lotta per prevenire futuri incidenti. L'impegno sindacale è costante. Si vuole garantire un ambiente di lavoro sicuro. La vita umana ha un valore inestimabile. Non può essere sacrificata sull'altare del profitto.

Durante il presidio sono stati deposti due mazzi di fiori rossi. Hanno simboleggiato il lutto e la memoria. Sono stati utilizzati fumogeni. Hanno creato un'atmosfera di forte impatto emotivo. Uno striscione recava una scritta eloquente: «Fermiamo le stragi sul lavoro». Ha riassunto il messaggio principale della manifestazione. È stata letta una poesia. L'ha scritta la poetessa Yuleisy Cruz Lezcano. La poesia narra di un incidente mortale in un cantiere. Ha commosso i presenti. Ha reso tangibile il dolore delle famiglie. Le parole hanno amplificato il grido di dolore. Hanno richiesto giustizia e maggiore attenzione.

Richiesta di tavolo tecnico per controlli

Sara Galassi, segretaria della Fiom Cgil di Ancona, ha espresso la sua indignazione. Ha dichiarato: «Due padri sono stati tolti alle loro famiglie, una tragedia nella tragedia». Ha sottolineato la gravità della situazione. Ha aggiunto: «A poco più di un mese dall'incidente sembra che non sia successo nulla». Questa affermazione evidenzia una percezione di inerzia. La segretaria ha ribadito la determinazione del sindacato: «Noi non ci siamo dimenticati e continuiamo la lotta affinché non accada più». La lotta per la sicurezza è una priorità assoluta. Non si fermerà finché non saranno garantite condizioni di lavoro dignitose e sicure per tutti.

Il sindacato ha annunciato importanti passi futuri. È previsto un incontro con la dirigenza della Fincantieri. Si terrà il 18 novembre. L'obiettivo è discutere misure concrete per migliorare la sicurezza. Inoltre, è stata inviata una richiesta formale alla Prefettura di Ancona. Si chiede la costituzione di un tavolo tecnico. Questo tavolo dovrà avere come scopo principale l'implementazione di controlli più rigorosi. Saranno potenziate le ispezioni all'interno del cantiere. La collaborazione tra istituzioni, sindacati e azienda è fondamentale. Solo unendo le forze si potranno prevenire le tragedie. La prevenzione è l'unica arma efficace contro gli incidenti sul lavoro. La legge impone standard elevati. Le aziende devono rispettarli scrupolosamente. La vita dei lavoratori non è negoziabile.

Il futuro dei giovani e la sicurezza dei lavoratori

Massimiliano Anastasi, coordinatore Fiom delle Rsu Fincantieri, ha ricordato le vittime. Ha detto: «Erano venuti qua per costruirsi un futuro». Questa frase commovente evidenzia le speranze e i sogni dei lavoratori. Ha poi affrontato un tema cruciale: la responsabilità degli incidenti. Ha criticato la tendenza a scaricare la colpa sull'imprudenza del lavoratore. Ha affermato con forza: «Ma un'azienda come la Fincantieri non può permettersi che questo avvenga. Lo impone la legge». Le aziende hanno la responsabilità primaria di garantire la sicurezza. Devono implementare procedure rigorose. Devono fornire formazione adeguata. Devono investire in tecnologie sicure. La normativa vigente è chiara. Deve essere applicata senza eccezioni. La cultura della sicurezza deve permeare ogni livello aziendale.

Mattia Taliani, coordinatore della lista universitaria Gulliver di Ancona, ha collegato la sicurezza sul lavoro al futuro dei giovani. Ha dichiarato: «Non può esistere un futuro dignitoso per chi studia se non esistono tutele per chi lavora». Questa affermazione sottolinea l'interdipendenza tra il mondo dello studio e quello del lavoro. Un futuro prospero si basa su una società equa. Una società equa garantisce diritti a tutti. Ha criticato il modello economico attuale: «Se continua a esserci un modello basato sul profitto e non sulle persone, per noi non c'è futuro». La priorità deve essere data al benessere delle persone. Il profitto non può essere l'unico obiettivo. Ha concluso con un appello forte: «Per questo siamo qua a richiedere un sistema radicalmente diverso». La richiesta è di un cambiamento profondo. Si auspica un sistema che metta al centro la dignità umana. La sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale. Deve essere garantita a tutti i costi. La mobilitazione ad Ancona è un segnale importante. Richiede un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti. La memoria delle vittime deve trasformarsi in azione.