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La regione Marche affronta una drastica riduzione degli sportelli bancari, con un calo del 44,2% in un decennio. Andrea Nobili di Avs solleva la questione in Consiglio Regionale, chiedendo un intervento urgente per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione e l'economia locale.

Riduzione drastica degli sportelli bancari nelle Marche

Il numero di filiali bancarie nelle Marche ha subito una contrazione significativa. Tra il 2016 e il 2026, il territorio regionale ha visto la chiusura di 462 sportelli.

Questo dato rappresenta una diminuzione del 44,2% del totale delle filiali presenti. Il dato è stato reso noto dall'Ires Marche, attraverso elaborazioni della Fisac-Cgil.

La media nazionale di chiusura sportelli nello stesso periodo è risultata inferiore, attestandosi al 35,2%. La situazione nelle Marche è quindi più critica rispetto alla media del paese.

Questi numeri evidenziano una tendenza preoccupante di desertificazione bancaria. La riduzione degli sportelli fisici rischia di escludere intere fasce di popolazione dai servizi finanziari essenziali.

L'impatto si ripercuote non solo sui cittadini, ma anche sul tessuto economico e commerciale delle aree colpite.

Nobili (Avs) chiede un intervento regionale coordinato

Di fronte a questo scenario, il consigliere regionale Andrea Nobili, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ha presentato un'interrogazione urgente. L'atto chiede alla Giunta regionale di agire con prontezza.

Nobili sottolinea come la desertificazione bancaria colpisca in modo particolare le fasce più fragili della popolazione. Anziani, persone con difficoltà nell'uso delle tecnologie digitali e piccole imprese sono tra i più penalizzati.

La chiusura degli sportelli danneggia il commercio locale e l'economia della regione. Si creano inoltre pesanti disparità territoriali tra aree servite e aree sprovviste di servizi bancari.

È necessario un intervento coordinato. Questo dovrebbe coinvolgere gli istituti di credito, gli organismi di vigilanza e la stessa Regione. L'obiettivo è garantire l'accesso ai servizi bancari essenziali per tutti i cittadini.

Il consigliere chiede risposte rapide e concrete per affrontare questa emergenza. La situazione richiede un'azione immediata per evitare ulteriori peggioramenti.

Operatività del Comitato per il sostegno al credito

L'interrogazione di Nobili pone anche un quesito specifico sull'operatività del Comitato per il sostegno del credito e dei servizi bancari e finanziari di base nelle Marche. Questo organismo è stato istituito dalla Regione nel 2025 con una legge specifica.

Il suo compito è monitorare la distribuzione degli sportelli bancari sul territorio. Deve inoltre proporre soluzioni concrete per contrastare il fenomeno dell'esclusione finanziaria.

Tuttavia, la Giunta regionale ha annunciato la costituzione effettiva del Comitato solo nel settembre 2026. Questo ritardo, superiore a un anno, solleva interrogativi sulla reale volontà di affrontare il problema.

Nobili chiede di sapere se il Comitato sia effettivamente operativo. Desidera inoltre conoscere quante volte si sia riunito e quali risultati abbia prodotto finora.

La lentezza nell'attivazione di questo organismo è vista come un segnale preoccupante. Potrebbe indicare una scarsa priorità attribuita alla questione da parte dell'amministrazione regionale.

È fondamentale che questo Comitato inizi a lavorare con efficacia. Solo così potrà contribuire a mitigare gli effetti negativi della desertificazione bancaria.

Proposte concrete per tutelare i cittadini

Il consigliere Nobili sollecita la Regione a effettuare una ricognizione aggiornata dei servizi bancari disponibili. È necessario avere un quadro preciso della situazione attuale sul territorio.

Successivamente, devono essere promosse iniziative concrete per garantire la continuità dei servizi. Tra le proposte avanzate figurano gli sportelli condivisi tra più istituti di credito.

Si ipotizzano anche presidi periodici in aree particolarmente disagiate. Queste iniziative dovrebbero essere concordate con il sistema bancario e gli enti locali.

L'obiettivo primario è non lasciare soli i cittadini, specialmente quelli più vulnerabili. Anziani, persone con difficoltà nell'accesso ai servizi digitali, piccoli commercianti e microimprese necessitano di un supporto tangibile.

La Regione ha la responsabilità di agire come facilitatore e garante. Deve assicurare che nessuno venga lasciato indietro a causa della contrazione dei servizi bancari.

L'intervento deve essere mirato a preservare la coesione sociale ed economica del territorio marchigiano. La presenza di servizi bancari accessibili è un pilastro fondamentale per lo sviluppo e il benessere della comunità.