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La scoperta di plasma umano scartato come rifiuto in discarica ad Ancona ha scatenato la reazione delle opposizioni regionali. Viene richiesta una commissione d'inchiesta per accertare le responsabilità politiche e tecniche dietro questo grave episodio.

Richiesta commissione d'inchiesta regionale

Le forze di minoranza del Consiglio regionale delle Marche hanno presentato una richiesta formale. L'obiettivo è istituire una commissione d'indagine dedicata. Si vuole fare piena luce su un episodio definito un grave malfunzionamento del sistema sanitario regionale. Questo caso non sarebbe un evento isolato. Le opposizioni sostengono che si tratti del culmine di anni di allarmi inascoltati. La situazione critica dell'Officina del Sangue era nota ai vertici da tempo. Si parla almeno dal 2023.

La consigliera dem Valeria Mancinelli ha definito la situazione una «crisi di sistema». Ha sottolineato una «totale assenza di governo della situazione». La politica non può scaricare le colpe sui tecnici. L'intervento di Mancinelli è stato accompagnato da un video esplicativo.

Catena di mancati interventi e direttive

Antonio Mastrovincenzo, esponente del Partito Democratico, ha ricostruito la sequenza di azioni mancate. Ha citato relazioni della direttrice del Dipartimento. Queste segnalavano la necessità di più personale. Sono state menzionate anche denunce da parte di sindacati e dell'Avis. Un punto critico riguarda una direttiva specifica. Questa sarebbe stata emanata dal dirigente Draisci. Secondo le opposizioni, la direttiva avrebbe spinto a proseguire la raccolta. Ciò sarebbe avvenuto nonostante le criticità operative. Lo scopo sarebbe stato evitare risvolti mediatici negativi. Una nota in merito sarebbe stata inviata anche all'assessore Calcinaro.

La posizione di Andrea Nobili (AVS) è particolarmente dura. Ha evidenziato un potenziale conflitto di interessi. La dottoressa Salvoni, incaricata di vigilare sul Centro Regionale Sangue, è stata nominata referente dell'Officina Trasfusionale. Nobili definisce questo un paradosso inaccettabile. Soprattutto dopo uno scandalo di tale portata.

Danni erariali e versioni contrastanti

Marta Ruggeri del Movimento 5 Stelle ha contestato le versioni fornite dalla Giunta. Ha affermato che le dichiarazioni del Presidente Acquaroli e dell'Assessore Calcinaro non coincidono con i documenti. Questi ultimi indicherebbero che le autorità erano a conoscenza dei fatti. Ruggeri ha parlato di un «danno erariale evidente». Il plasma dei donatori, destinato a diventare un farmaco salvavita, è stato smaltito come rifiuto speciale. Questo ha comportato una spesa a carico dei cittadini.

Le altre forze di minoranza hanno espresso un appello all'unità. Hanno ribadito la necessità di chiarezza. Michele Caporossi (Progetto Marche Vive) ha chiesto l'attivazione immediata di un'unità di crisi. Massimo Seri (Lista Ricci) ha sottolineato l'urgenza di ricostruire i fatti. Ha ricordato che «le tragedie accadono quando i segnali d'allarme vengono sistematicamente ignorati».

Prossimi passi e avvertimenti

La richiesta di commissione d'inchiesta dovrà ora essere discussa e votata in aula. Le opposizioni hanno avvertito la maggioranza. Se venisse posto un veto, intendono proseguire la loro battaglia su altri fronti istituzionali. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione della sanità nelle Marche.