Ancona Capitale Cultura 2028: Forlì-Cesena resta a bocca asciutta
Ancona è stata scelta come Capitale Italiana della Cultura per il 2028, superando la candidatura di Forlì-Cesena. Il progetto romagnolo, "I Sentieri della Bellezza", non è stato premiato nonostante un ampio coinvolgimento territoriale.
Ancona Capitale Cultura 2028: il verdetto
La decisione è giunta stamattina a Roma. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha annunciato la vincitrice. La giuria ha esaminato le proposte delle dieci città finaliste. Ancona è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura per il 2028. Questo riconoscimento porta con sé un finanziamento di un milione di euro. La somma servirà a realizzare il programma culturale presentato da Ancona nel suo dossier. La notizia ha generato delusione nella provincia di Forlì-Cesena. Il loro sogno di ottenere questo prestigioso titolo è sfumato.
Erano presenti alla cerimonia il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini. C'era anche Enzo Lattuca, primo cittadino di Cesena. Non mancava Gianfranco Brunelli, presidente del Comitato Scientifico per la Candidatura. La loro partecipazione sottolinea l'impegno profuso nel progetto. Molte persone hanno lavorato per oltre un anno a questa candidatura. La sconfitta rappresenta un duro colpo per le loro aspettative.
Il dossier "I Sentieri della Bellezza" di Forlì-Cesena
Il progetto di Forlì-Cesena si chiamava “I Sentieri della Bellezza”. Era un dossier di ben 300 pagine. Ha visto la partecipazione di circa cinquanta Comuni. L'ambito territoriale si estendeva anche oltre la Romagna. Il percorso era strutturato attraverso sedici laboratori tematici. Ogni laboratorio coinvolgeva gruppi ristretti di circa venti persone. Sono state organizzate 260 sessioni di co-progettazione bilaterale. Queste hanno visto il coinvolgimento di diverse realtà. Tra queste, istituzioni, università, scuole, fondazioni, imprese creative e associazioni.
Il dossier puntava sull'umanesimo digitale. Prevedeva la creazione di infrastrutture tecnologiche all'avanguardia presso il Tecnopolo. Un altro punto chiave era la valorizzazione del patrimonio archivistico. Si intendeva agire sul Palazzo Merenda e sul campus universitario. Il progetto includeva anche interventi di riqualificazione urbana e culturale. Molti di questi interventi erano già stati avviati. La candidatura si definiva “diffusa”. Mirava a valorizzare l'identità locale, la sostenibilità e lo sviluppo comune.
La cultura era vista come un elemento di connessione territoriale. Questo era possibile grazie al contributo del sistema teatrale. Anche la tradizione gastronomica legata a Pellegrino Artusi giocava un ruolo. La vocazione aeronautica locale, orientata verso innovazione e dimensione internazionale, era un altro pilastro. Il sindaco Zattini aveva più volte sottolineato come il dossier fosse una sorta di piano strategico per il territorio. Un piano pensato per le generazioni future. Molti dei progetti previsti nel dossier verranno comunque realizzati. Esistono già accordi con Confindustria e con le piccole imprese del territorio.
Le altre candidate e l'albo d'oro
Oltre a Forlì-Cesena, altre nove città ambivano al titolo. Queste erano: Anagni, Ancona, Catania, Colle Val d’Elsa, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. Ognuna di queste città aveva presentato un dossier di candidatura. Ad esempio, Anagni proponeva “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”. Catania puntava su “Catania continua”. Colle di Val d’Elsa presentava “Colle28. Per tutti, dappertutto”.
Gravina in Puglia aveva il dossier “Radici al futuro”. Massa proponeva “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”. Mirabella Eclano si presentava con “L’Appia dei popoli”. Sarzana puntava su “L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”. Infine, Tarquinia proponeva “La cultura è volo”.
Ancona entra così nell'albo d'oro delle Capitali Italiane della Cultura. Questa onorificenza è stata istituita nel 2014. Il titolo viene assegnato annualmente a una città. La decisione spetta al Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della cultura. Le città che hanno già ricevuto questo riconoscimento sono numerose. Tra queste: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena (2015); Mantova (2016); Pistoia (2017); Palermo (2018); Parma (2020-21); Procida (2022); Bergamo-Brescia (2023); Pesaro (2024); Agrigento (2025); L’Aquila (2026); Pordenone (2027). Ora si aggiunge Ancona per il 2028.
La soddisfazione di Cesena
Nonostante la mancata nomina, il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, ha espresso soddisfazione per la risposta del territorio. Ha dichiarato: «Pienamente soddisfatti della risposta corale del nostro territorio». Questa frase, riportata da Cesena Notizie, evidenzia l'unità d'intenti raggiunta durante la fase di candidatura. Anche se il risultato sperato non è arrivato, il processo ha rafforzato la collaborazione tra i comuni e le realtà locali. L'impegno dimostrato nella preparazione del dossier e nel coinvolgimento della comunità rappresenta un valore aggiunto. Questo lavoro potrebbe portare frutti in futuro, anche al di là del titolo di Capitale della Cultura.