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La Cgil Marche denuncia una situazione critica nell'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) nella regione. Molti consultori operano con orari ridotti e l'IVG farmacologica risulta quasi inesistente, con un'alta percentuale di obiettori.

Criticità nei consultori marchigiani

La situazione dei consultori nelle Marche presenta diverse criticità. Su un totale di 66 strutture, ben il 38% (corrispondente a 25 consultori) garantisce l'apertura solo per uno o due giorni settimanali. Questi dati emergono in concomitanza con la Giornata internazionale per l'aborto libero e sicuro. L'orario medio di funzionamento dei consultori familiari subisce una drastica riduzione: si passa dalle 42,5 ore settimanali in presenza di quattro figure professionali alle sole 12,5 ore quando è presente un unico operatore.

Il servizio di Pap test, fondamentale per la prevenzione oncologica, viene offerto in 55 delle 66 sedi disponibili. La disponibilità di questi servizi essenziali per la salute femminile appare quindi disomogenea sul territorio regionale.

Accesso limitato all'IVG farmacologica

Le difficoltà nell'accesso ai servizi per la salute riproduttiva nelle Marche non si fermano qui. Secondo quanto riportato dalla Cgil Marche, le certificazioni necessarie per l'Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) vengono rilasciate solo in 26 sedi su 66. Ancora più preoccupante è la situazione relativa all'IVG farmacologica, che risulta non essere effettuata in alcuna sede.

La presenza di personale obiettore rappresenta un ostacolo significativo. In 7 sedi, il 100% degli operatori (ostetriche e/o ginecologi) esercita il diritto all'obiezione. In altre 13 sedi, la percentuale di obiettori oscilla tra il 20% e il 33%. Un'ulteriore 18 sedi registrano percentuali di obiettori comprese tra il 40% e il 67%. Solo in 9 sedi non vi sono operatori obiettori, una cifra esigua rispetto al totale.

Richieste urgenti dalla Cgil

La Cgil sottolinea come le Marche non abbiano ancora adeguato il termine per la somministrazione del farmaco per l'IVG farmacologica alle nove settimane, mantenendolo fermo a sette settimane. A questo si aggiungono lunghe liste d'attesa, aggravate dalla massiccia presenza di obiettori, che supera il 70%. La percentuale di IVG farmacologiche nelle Marche si attesta al 38,9%, ben al di sotto della media nazionale del 59,5%.

Eleonora Fontana e Loredana Longhin dichiarano la necessità di offrire l'IVG farmacologica in tutti i presidi ospedalieri. È fondamentale garantire la presenza di personale non obiettore in ogni struttura sanitaria. Il sindacato auspica politiche regionali urgenti per incentivare la natalità, partendo dai servizi per l'infanzia e dal sostegno alle famiglie. Un welfare capillare e il potenziamento dei consultori sono visti come essenziali.

I consultori devono rimanere il punto centrale per supportare la genitorialità e garantire l'accesso alla contraccezione gratuita. Questo permetterebbe di abbattere il rischio di gravidanze indesiderate e, di conseguenza, l'eventuale ricorso all'aborto, tutelando la libera scelta delle donne.