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Braccialetto elettronico per 61enne ad Alimena

Un uomo di 61 anni è stato destinatario di un'ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Termini Imerese. L'uomo è indagato per atti persecutori e minaccia aggravata.

I Carabinieri della Stazione di Alimena hanno eseguito il provvedimento. La misura prevede il divieto di dimora nel Comune di Alimena e il divieto di avvicinamento alle persone offese. È stato inoltre applicato il braccialetto elettronico.

Indagini meticolose e denunce

Le indagini sono scaturite da episodi avvenuti lo scorso agosto. Le vittime sono una donna e due uomini, ex amici e vicini di casa dell'indagato. L'attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese.

I militari hanno raccolto le denunce e le integrazioni successive. Sono state ascoltate le persone coinvolte e analizzate le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Sono stati effettuati riscontri sul territorio per verificare gli episodi segnalati.

Secondo l'ipotesi accusatoria, l'uomo avrebbe posto in essere condotte minacciose e persecutorie. Queste azioni sarebbero state protratte nel tempo, generando nelle vittime un persistente timore per la propria incolumità. Le loro abitudini di vita avrebbero subito ripercussioni significative.

Pressioni e tutela delle vittime

Gli approfondimenti investigativi hanno riguardato anche presunte pressioni. L'indagato avrebbe tentato di indurre le vittime a modificare le loro dichiarazioni in alcuni procedimenti penali in cui lui stesso risulta coinvolto.

La convergenza degli elementi raccolti ha permesso di delineare un quadro probatorio. Questo quadro è stato ritenuto utile a valutare le esigenze cautelari e a garantire la tutela delle persone offese.

L'operazione sottolinea la costante presenza dell'Arma dei Carabinieri sul territorio. Evidenzia anche la sinergia con l'Autorità giudiziaria nella tutela dei cittadini, specialmente quelli più vulnerabili.

Si ricorda che l'uomo è, allo stato attuale, solamente indiziato di delitto. La sua posizione sarà vagliata dall'Autorità Giudiziaria durante l'intero iter processuale. La sua responsabilità penale sarà definita solo dopo un'eventuale sentenza di condanna passata in giudicato, nel rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza.