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La classifica Sole 24 Ore rivela le città italiane ideali per ogni fascia d'età. Trieste eccelle per gli anziani, Firenze per i più piccoli e Bolzano per i giovani. L'indagine evidenzia divari occupazionali e cambiamenti demografici.

Le città migliori per ogni fascia d'età

Firenze si afferma come la provincia italiana dove i bambini godono della migliore qualità della vita. Bolzano conquista il primo posto per i giovani. Trieste guida la graduatoria dedicata agli anziani. Trento si posiziona al secondo posto sia per gli anziani che per i giovani. Per i bambini, invece, Trento si colloca al tredicesimo posto.

Questi sono i primi risultati della nuova indagine sulla Qualità della vita per fasce d'età, promossa da Il Sole 24 Ore. La presentazione è avvenuta in anteprima al Festival dell'Economia di Trento. L'analisi mette in luce problematiche specifiche per ogni gruppo di età.

Divari occupazionali e servizi per i giovani e gli anziani

Tra i giovani, il divario occupazionale rappresenta un nodo cruciale. A Taranto, la disoccupazione tra gli under 35 raggiunge il 44%. Questo dato supera di oltre dieci punti quello di Agrigento. Bologna si conferma invece un polo universitario d'eccellenza, con un giovane su due in possesso di una laurea.

Sul fronte degli anziani, Trento primeggia nell'assistenza domiciliare. Ottiene ottimi risultati anche nella partecipazione civile. Milano registra invece gli assegni pensionistici medi più alti d'Italia, con una media di 26.300 euro annui. Le città di Bari, Napoli e Palermo si distinguono per la presenza di servizi di prossimità pensati per gli over 65.

Cambiamenti demografici e sfide sociali

L'indagine dipinge un quadro di un Paese in profonda trasformazione demografica e culturale. La fecondità nazionale è scesa a 1,14 figli per donna. L'età media delle neo-mamme è salita a 32,7 anni. Il numero di matrimoni è diminuito, attestandosi a 2,8 ogni mille abitanti.

Si osserva un aumento delle persone che vivono sole, con un incremento del 7,9%. Parallelamente, cresce il consumo di antidepressivi (+3,3%). Le competenze scolastiche, misurate dai test Invalsi, mostrano un peggioramento. Le competenze numeriche risultano inadeguate per il 44% degli studenti. Quelle alfabetiche lo sono per il 39,9%. Entrambi i dati rimangono al di sotto dei livelli pre-pandemia.

Nuovi indicatori e differenze territoriali

La nuova edizione dell'indagine ha ampliato il numero degli indicatori territoriali. Si è passati da 15 a 20 per ciascuna fascia generazionale. Questo porta il totale a 60 statistiche provinciali certificate. Tra le novità introdotte figurano i servizi di prossimità raggiungibili a piedi in 15 minuti.

Questi includono farmacie, negozi, servizi ricreativi e assistenziali. Viene valutata anche la presenza di reti familiari o sociali di supporto. I primi dati evidenziano marcate differenze territoriali e nuovi segnali sociali emergenti.

Focus sulla fascia infantile e le sfide abitative

Nella graduatoria dedicata ai bambini, Bolzano guida il Paese per fecondità. Registra 1,55 figli per donna. Cagliari conquista il primato per la presenza di pediatri. Tuttavia, questa città presenta uno dei dati più critici sulla natalità, con soli 0,75 figli per donna.

Milano si distingue per l'offerta di servizi di prossimità. Offre scuole con palestre e infermieri pediatrici. La città scivola però nelle ultime posizioni per quanto riguarda lo spazio abitativo medio disponibile per le famiglie. Si registrano 56,6 metri quadrati.

Riflessioni sulla qualità della vita

«Oggi vogliamo vivere a lungo, ma con qualità della vita», afferma Alessandro Rosina, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. «Dobbiamo quindi ragionare meglio su come formiamo i giovani. Dobbiamo pensare a come utilizziamo le nuove tecnologie. Dobbiamo valorizzare salari adeguati. Ma anche tutto ciò che permette alle persone di sentirsi al proprio posto».

«Cosa rende un territorio più competitivo rispetto agli altri? E di che cosa dobbiamo preoccuparci quando guardiamo all'Italia, anche nel confronto internazionale?» si interroga Rosina. Le sue parole sottolineano la complessità del concetto di benessere e la necessità di un approccio olistico.