Cronaca

Centrodestra Agrigento: Sodano si ritira, coalizione al punto zero

9 marzo 2026, 22:01 4 min di lettura
Centrodestra Agrigento: Sodano si ritira, coalizione al punto zero Stemma del Comune Agrigento
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Caos nel Centrodestra agrigentino: si riparte da zero per il candidato sindaco

Il Centrodestra di Agrigento si trova in una fase di profonda incertezza riguardo al suo candidato sindaco per le elezioni amministrative del 2026. L'ex assessore regionale Roberto Di Mauro avrebbe ritirato il suo appoggio alla candidatura di Calogero Sodano, spingendo la coalizione verso un azzeramento delle trattative.

La notizia, sebbene non ufficialmente confermata, circola con insistenza negli ambienti politici locali. Questo sviluppo inatteso ridisegna completamente lo scenario pre-elettorale, lasciando il fronte moderato senza una guida chiara a pochi mesi dal voto.

La decisione di fare un passo indietro su Calogero Sodano è stata il culmine di settimane di tensioni e divergenze interne. Già da tempo, alcune componenti del Centrodestra avevano espresso riserve sulla scelta, proponendo un ritorno al tavolo delle trattative per individuare un nome condiviso.

In particolare, i rappresentanti di Fratelli d’Italia, Donzelli e Sbardella, avevano manifestato apertamente la loro posizione. Avevano sottolineato l'importanza di ricompattare l'intera coalizione, superando le divisioni emerse nelle fasi iniziali della corsa elettorale.

La loro richiesta era chiara: azzerare le intese già raggiunte e riprendere il dialogo per una candidatura unitaria. Questo approccio mirava a scongiurare una frammentazione che avrebbe potuto compromettere le possibilità di vittoria del Centrodestra ad Agrigento.

La candidatura di Calogero Sodano, infatti, aveva trovato il sostegno principalmente del Movimento per l’Autonomia e di Forza Italia. Altre forze, come la Lega e la Democrazia Cristiana, si erano allineate alla posizione di Fratelli d’Italia, chiedendo un ripensamento.

L'ex assessore regionale Roberto Di Mauro, figura di spicco nel panorama politico siciliano, si trovava in una posizione chiave. Il suo presunto passo indietro, quindi, assume un peso significativo, indicando una possibile apertura verso le istanze di chi chiedeva un cambio di rotta.

Numerosi incontri si sono susseguiti, sia ad Agrigento che a Palermo, con l'obiettivo di trovare una sintesi. Il filo conduttore di queste riunioni era sempre lo stesso: la necessità di ricominciare da capo, mettendo in discussione le scelte precedenti per costruire un fronte più coeso.

Il ruolo di Fratelli d’Italia in questa fase è stato quello di un vero e proprio «mediano» politico. Il partito ha cercato di ricucire gli strappi, proponendosi come forza equilibratrice capace di riunire le diverse anime del Centrodestra agrigentino.

L'impresa non era affatto semplice, data la complessità delle dinamiche interne e le ambizioni personali dei vari attori. Tuttavia, la pressione per una soluzione unitaria è cresciuta costantemente, spinta dalla consapevolezza che solo un fronte compatto avrebbe potuto affrontare con successo le elezioni del 2026.

Si vocifera che lo stesso Di Mauro potrebbe ora proporre un nuovo nome da sottoporre alla coalizione. Questa ipotesi, sebbene anch'essa priva di conferme ufficiali, suggerisce un tentativo di mantenere un ruolo attivo nella definizione della strategia elettorale del Centrodestra.

Il clima di incertezza sta generando un notevole disorientamento tra i candidati e gli elettori di Centrodestra. Molti si chiedono quale sarà il programma e la lista che sosterranno, in assenza di un candidato sindaco definito e di una linea politica chiara.

Questa situazione di stallo contrasta nettamente con quanto accade nel campo avversario. Il Partito Democratico, infatti, ha già individuato il suo candidato sindaco nella figura di Michele Sodano, presentando un fronte unito e una proposta politica definita.

La chiarezza del PD mette ulteriormente in evidenza le difficoltà del Centrodestra, che appare ancora in alto mare. La mancanza di una direzione precisa rischia di demotivare la base elettorale e di favorire le forze politiche avversarie.

È fondamentale che i leader politici e i partiti coinvolti facciano chiarezza al più presto. Nell'interesse dei loro candidati, degli elettori e, soprattutto, dei cittadini di Agrigento, è necessario superare le alchimie interne e presentare una proposta credibile e trasparente.

Gli elettori non sono semplici «votanti», ma cittadini stanchi di giochi di potere e di strategie opache. Chiedono risposte concrete, programmi chiari e una leadership capace di guidare la città verso il futuro.

La posta in gioco è alta per Agrigento. Le elezioni amministrative del 2026 rappresentano un momento cruciale per il futuro della città. La capacità del Centrodestra di superare le proprie divisioni e di presentarsi unito sarà determinante per il suo successo elettorale.

L'attesa è ora tutta per i prossimi sviluppi. La speranza è che le trattative portino rapidamente a una soluzione condivisa, restituendo stabilità e prospettive chiare a una coalizione che ha bisogno di ritrovare la sua identità e la sua forza propulsiva.

Solo così il Centrodestra potrà competere efficacemente e offrire agli agrigentini un'alternativa valida e credibile per la guida della loro città. La trasparenza e la coesione interna saranno le chiavi per superare questa fase di profonda incertezza politica.

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