La Corte d'Appello di Palermo ha confermato sette condanne nel processo legato alla riorganizzazione della Stidda in provincia di Agrigento. Le pene superano complessivamente un secolo di reclusione.
Confermate pene per la Stidda di Agrigento
La Corte d'Appello di Palermo ha emesso la sua decisione. Sette imputati hanno visto confermate le condanne di primo grado. Il procedimento giudiziario nasce da una vasta indagine condotta dai Carabinieri del ROS. L'inchiesta mirava a ricostruire la struttura della Stidda. Si indagava anche sugli equilibri mafiosi nella provincia di Agrigento. Particolare attenzione era rivolta al mandamento di Canicattì.
La somma totale delle pene inflitte supera il secolo di detenzione. Questo verdetto segna un punto fermo nelle indagini sulla criminalità organizzata locale. Le sentenze confermano la gravità dei reati contestati agli imputati.
Pene più alte per i vertici dell'organizzazione
La pena più severa è stata confermata per Antonino Chiazza. Originario di Palma di Montechiaro, è ritenuto il nuovo leader della Stidda canicattinese. La sua condanna ammonta a 29 anni di reclusione. A Giuseppe Falsone sono stati inflitti 22 anni. Falsone è un boss di Campobello di Licata. È considerato il vertice di Cosa Nostra nella provincia agrigentina. Era stato catturato a Marsiglia nel 2010. La sua latitanza durava da oltre un decennio. Secondo l'accusa, avrebbe continuato a gestire l'organizzazione anche dal carcere. Attualmente è sottoposto al regime del 41 bis.
La Corte ha confermato anche le pene per altri due imputati di rilievo. Santo Gioacchino Rinallo e Antonio Gallea sono stati entrambi condannati a 30 anni e 28 anni rispettivamente. Entrambi sono ergastolani in regime di semilibertà. È stata riconosciuta la continuazione dei reati rispetto a precedenti condanne.
Omicidi e concorso esterno in associazione mafiosa
Antonio Gallea è indicato come uno dei mandanti dell'omicidio del giudice Rosario Livatino. Il magistrato fu assassinato il 21 settembre 1990. Santo Gioacchino Rinallo è stato condannato all'ergastolo per il duplice omicidio dei fratelli Ribisi. Questi ultimi erano esponenti di Cosa Nostra a Palma di Montechiaro.
Confermati anche 18 anni per Pietro Fazio. A Stefano Saccomando sono stati comminati un anno e quattro mesi. Infine, 12 anni sono stati inflitti a Filippo Pitruzzella. Ex ispettore della Polizia di Stato, Pitruzzella era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza completa è disponibile sul Giornale di Sicilia in edicola e online.
Questa notizia riguarda anche: