La sorella dell'imputato per l'omicidio di Martina Carbonara, 14 anni, esprime il proprio dolore e la stanchezza per le accuse. Sottolinea la colpevolezza del fratello ma anche il desiderio di pace tra le famiglie.
Sorella imputato: "Mio fratello ha sbagliato e deve pagare"
La sorella di Alessio Tucci, il diciannovenne sotto processo per l'omicidio della sua ex fidanzata Martina Carbonara, ha rotto il silenzio. La giovane Martina, appena quattordicenne, fu trovata priva di vita il 26 maggio 2025 in un cantiere abbandonato ad Afragola, provincia di Napoli. La sorella dell'imputato, Giuseppina Tucci, ha rilasciato una dichiarazione per chiarire la posizione della sua famiglia.
«Siamo stati presenti alla prima udienza del processo», ha affermato Giuseppina attraverso una nota. «Non eravamo lì per difendere mio fratello, perché lui ha commesso un errore e deve affrontare le conseguenze. Siamo però esausti di fronte alle continue falsità e bugie che vengono diffuse».
Scontro verbale in tribunale tra le famiglie
Durante la prima udienza, le famiglie dell'imputato e della vittima sono entrate in conflitto. Fortunatamente, lo scontro è rimasto verbale, ma ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine per sedare gli animi. Le parole sono volate da entrambe le parti, creando un clima di tensione nell'aula di tribunale.
Giuseppina Tucci ha descritto la scena: «Quando Alessio è entrato in aula, la signora Enza si è diretta verso di lui, ma è stata fermata. Poi ha iniziato a proferire insulti nei nostri confronti. Noi eravamo sopra a osservare la situazione».
«Ad un certo punto», ha continuato Giuseppina, «la signora Enza si è voltata verso mio padre e ha iniziato a gridare minacce. Anche il signor Marcello si è avvicinato a mio padre, dicendogli che gli avrebbe aperto la testa. Mio padre ha reagito solo dopo queste provocazioni. Se non ci avessero attaccato verbalmente, noi non avremmo risposto».
La richiesta di pace e le minacce
La sorella dell'imputato ha sottolineato che la loro intenzione non era quella di alimentare ulteriormente il conflitto. «Non era nostra intenzione arrivare a questo punto», ha spiegato Giuseppina. «Noi desideriamo la pace tra le famiglie, anche perché non abbiamo alcuna responsabilità in questa tragedia. Nonostante le numerose denunce presentate da settembre ad oggi, continuano a minacciarci».
«I signori negano di aver mai proferito minacce», ha aggiunto Giuseppina, «ma io possiedo registrazioni di dirette su TikTok e screenshot di post su Facebook che testimoniano le loro intimidazioni. Abbiamo sempre denunciato questi episodi».
Il dolore condiviso e le scuse
Giuseppina Tucci ha descritto la sua famiglia come «gente normale a cui purtroppo è capitata questa grande tragedia». Ha espresso il suo profondo dolore per l'accaduto, affermando che non augurerebbe una simile sorte nemmeno al peggior nemico. «Alla signora Enza e al signor Marcello dico: vi abbiamo chiesto scusa fin dal primo giorno. Anche se le nostre scuse potevano sembrare banali, voi non le avete mai accettate. Vi assicuro che, nonostante tutto, siamo sempre pronti a riconciliarci. Smettetela di farci la guerra».
«Sapete bene quanto amavamo Martina», ha concluso Giuseppina. «Stava con noi tutti i giorni, ridevamo e giocavamo insieme. Come potete pensare che tutto questo non ci faccia soffrire? Il vostro dolore è anche il nostro, che ci crediate o no. Pensiamo a Martina ogni singolo giorno! Spero che un giorno possiate accettare le nostre scuse e sappiate che avrete sempre il nostro sostegno».
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