Le indagini per ritrovare Riccardo Branchini sono ostacolate da prescrizioni ambientali. La società Enel chiarisce che le tempistiche dettate dalla Provincia per la tutela dei pesci rendono impossibile l'operazione.
Stop allo svaso del Furlo per tutela ittica
Le operazioni di svaso del Furlo, fondamentali per le ricerche di Riccardo Branchini, giovane scomparso lo scorso ottobre, sono al centro di un acceso dibattito. Il deputato Antonio Baldelli, esponente di Fratelli d'Italia, interviene per fare chiarezza. Egli afferma che la società Enel ha smentito pubblicamente ogni addebito legato a questioni economiche. L'azienda, sottolinea il parlamentare, si è sempre mostrata disponibile a collaborare per le ricerche. Non sono mai emerse problematiche finanziarie nei confronti delle istituzioni.
Baldelli dichiara di aver personalmente verificato la documentazione relativa alla vicenda. Come rappresentante delle Marche, ha avuto diversi contatti con Enel nei mesi scorsi. La società ha chiarito che il blocco dell'operazione deriva da specifiche prescrizioni. Queste sono state imposte dalla Provincia per garantire la salvaguardia delle specie ittiche presenti nel bacino.
Prescrizioni provinciali rallentano le ricerche
La condizione imposta dalla Provincia prevede uno svuotamento e un successivo riempimento del bacino. Questo deve avvenire a una velocità massima di un metro al giorno. Tale lentezza è finalizzata alla protezione dei pesci. Questa limitazione rende di fatto impraticabile lo svaso nei tempi richiesti. La situazione è documentata nel verbale della Conferenza dei Servizi. La lentezza comporterebbe tempi di intervento superiori ai 30 giorni.
Questo lasso di tempo è incompatibile con la necessità di completare le operazioni prima dell'arrivo dell'eventuale periodo di siccità. Il deputato Baldelli solleva un interrogativo. Chiede perché venga diffusa una versione dei fatti non corrispondente agli atti ufficiali. Questa narrazione viene smentita anche dalle dichiarazioni dirette di Enel.
Enel: disponibilità e vincoli normativi
Fonti vicine ad Enel confermano la piena disponibilità dell'azienda a procedere con lo svaso. L'obiettivo è agevolare le ricerche del ragazzo scomparso. L'azienda ha sempre ribadito la propria collaborazione, anche di fronte a tempi operativi più lunghi. Non sono mai state sollevate questioni economiche durante gli incontri istituzionali. Enel ha mantenuto un dialogo costante con le istituzioni e gli enti preposti. Ha gestito ogni fase di propria competenza con la massima professionalità e attenzione.
Nel dettaglio delle operazioni, il verbale ufficiale della conferenza dei servizi dell'8 maggio evidenzia un punto cruciale. La differenza tra la quota minima di regolazione e il completo svuotamento del bacino è di circa 15 metri. La prescrizione della Provincia di Pesaro e Urbino di procedere con uno svaso e riempimento a un metro al giorno. Questo implica una durata totale delle operazioni superiore ai 30 giorni. Tale tempistica contrasta con il decreto regionale che impone il completamento entro la fine di maggio. Preso atto di questa criticità, la Regione ha formalmente attestato l'impossibilità di procedere con l'attività nel verbale di conclusione della Conferenza dei Servizi.