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La famiglia di Riccardo Branchini esprime profonda delusione e sorpresa per l'improvviso blocco delle operazioni di svaso del lago del Furlo. Si valuta un ricorso legale e si denuncia il danno erariale.

Stop inatteso allo svaso del lago del Furlo

La decisione della Provincia di Pesaro Urbino ha colto di sorpresa la famiglia di Riccardo Branchini. L'avvocata Elena Fabbri, legale della famiglia, ha espresso forte disappunto. Dopo aver ottenuto il nulla osta e il decreto autorizzativo, si attendevano solo le modalità operative per lo svuotamento del lago. L'intervento di svaso, proposto da Enel Green Power, è stato giudicato incompatibile con la tutela del sito. Questo parere ha bloccato le operazioni previste.

La famiglia non si aspettava un dietrofront dopo le autorizzazioni già concesse. L'avvocata Fabbri ha sottolineato che la tutela ambientale è importante. Tuttavia, si ritiene che si potessero trovare soluzioni alternative. Queste avrebbero potuto salvaguardare sia l'habitat naturale sia la ricerca della verità. La famiglia desidera giustizia per Riccardo, scomparso nell'ottobre 2024.

Ricerca della verità e tutela ambientale

Secondo quanto riferito, le prescrizioni per la fauna non presentavano differenze sostanziali. Si prevedeva uno svuotamento graduale, un metro al giorno. L'accelerazione era prevista solo nella fase finale. Questo per rispettare le tempistiche regionali e prevenire problemi legati alla siccità. Si sarebbe evitato uno svuotamento costante di un metro, come richiesto dall'ente provinciale. Personale esperto della diga ha confermato che operazioni simili sono state eseguite in passato. Non si sono registrati danni ambientali significativi o morie di pesci.

La legale ha ricordato che esiste ancora un fascicolo aperto in Procura. L'accusa è di istigazione al suicidio. Gli effetti personali di Riccardo, inclusi documenti e cellulare, furono ritrovati nella sua auto. L'auto era parcheggiata vicino alla diga. Sono trascorsi 19 mesi dalla scomparsa. Purtroppo, non ci sono elementi che indichino che Riccardo sia vivo. Per questo motivo, la famiglia ha ritenuto doveroso chiedere ulteriori approfondimenti.

La famiglia distrutta dalla notizia

L'autorizzazione della Procura all'operazione suggerisce una possibilità concreta che Riccardo si trovi nel lago. In tale circostanza, il diritto primario è restituire dignità al figlio. Si vuole permettere alla famiglia di celebrare una degna sepoltura. I familiari di Riccardo sono devastati dalla notizia. La madre ha avuto diversi malori, con svenimenti. Il padre e gli altri parenti sono profondamente delusi. Tutti speravano che lo svaso potesse fornire una risposta, qualunque essa fosse.

Sul fronte legale, lo studio dell'avvocata Fabbri sta valutando un ricorso al Tar. Si intende verificare la legittimità del provvedimento. Si sta anche considerando l'ipotesi di un danno erariale. Questo a causa del lungo lavoro tecnico e delle risorse impiegate negli ultimi mesi. La famiglia Branchini attende risposte concrete dopo mesi di speranza e attesa.

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