I familiari delle vittime della Terra dei Fuochi hanno incontrato Papa Leone XIV ad Acerra, esprimendo la loro stanchezza e il desiderio di giustizia. Il Pontefice ha promesso vicinanza e ha ascoltato le loro dolorose testimonianze.
Appello per la Terra dei Fuochi
Occhi lucidi e foto dei cari perduti a causa dell'inquinamento ambientale hanno segnato l'incontro ad Acerra. I familiari delle vittime della Terra dei Fuochi hanno sperato che le parole di Papa Leone XIV potessero toccare le coscienze. L'obiettivo è porre fine alla paura di ammalarsi in un territorio martoriato.
Nella cattedrale di Acerra, la delegazione era composta principalmente da genitori e sopravvissuti a malattie incurabili. Studi dell'Istituto Superiore di Sanità confermano il legame tra queste patologie e l'inquinamento locale. Il Pontefice ha mostrato vicinanza, stringendo mani e guardando le immagini dei defunti.
Papa Leone XIV ha assicurato che la sua voce non rimarrà inascoltata. Ha ascoltato le storie strazianti, promettendo di portare avanti la loro battaglia. La sua presenza ha rappresentato un faro di speranza per le comunità colpite.
Testimonianze di dolore e speranza
Tra i presenti, Angela, accompagnata dalla figlia Tania, 20 anni. La giovane vive con l'angoscia di ammalarsi dopo aver perso la sorellina Ilenia, di soli 18 mesi, e il padre Carmine, 40 anni. «È stata un'emozione immensa incontrare il Papa», ha dichiarato Angela. «Ci aspettiamo che la sua voce raggiunga chi può aiutarci a bonificare questa terra».
«Vedere mia figlia vivere nel terrore dopo che la nostra famiglia si è distrutta in due anni è insopportabile», ha aggiunto. Tania ha definito il loro un «grido di speranza». «Chiediamo che qualcosa cambi dopo questa visita. Non ne possiamo più. Siamo stanchi di vivere nella paura», ha concluso.
Anche Angelo Venturato, padre di Maria, scomparsa a 25 anni nel 2016, ha espresso speranza. «Papa Leone ci ha commosso», ha detto. «Ci auguriamo che l'attenzione non si spenga, che non sia solo un evento mediatico passeggero».
Il ruolo di Don Patriciello
«Siamo stanchi della Terra dei Fuochi», ha proseguito Venturato. «Vogliamo tornare a mangiare, respirare e vivere serenamente come un tempo. Ci sono state troppe perdite. Mia figlia doveva sposarsi un mese dopo aver scoperto la malattia. Non ha potuto farlo».
Tra i partecipanti all'incontro in cattedrale figurava anche don Maurizio Patriciello. Il parroco di Caivano è un simbolo delle lotte ambientali e da sempre vicino alle famiglie delle giovani vittime dell'inquinamento.
«Dalla nostra sofferenza, gli altri devono trarre insegnamento», ha affermato don Patriciello all'ingresso del duomo. «Questo scempio deve cessare. Gli industriali non possono continuare a produrre e poi inquinare per risparmiare, uccidendo persone. Chi ha negato l'esistenza della Terra dei Fuochi, se lo ha fatto per profitto, deve vergognarsi e chiedere perdono».
«Basta morti, basta», ha concluso il sacerdote, ribadendo la gravità della situazione.
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