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Le famiglie lombarde con figli all'asilo nido possono richiedere il contributo 'Nidi gratis plus' fino al 19 novembre. Il bando, con 20 milioni di euro, mira a ridurre le rette.

Nidi gratis plus: contributo regionale per le rette

Le famiglie lombarde con bambini iscritti all'asilo nido hanno una nuova opportunità. Dal 27 ottobre è possibile presentare domanda per la misura 'Nidi gratis plus'. Questo contributo, offerto dalla Regione Lombardia, è pensato per alleggerire il costo delle rette degli asili nido. La procedura di richiesta si svolge interamente online. Le famiglie hanno tempo fino alle ore 12 del 19 novembre per inoltrare la propria istanza. Tuttavia, è importante sapere che il bando potrebbe chiudersi anticipatamente. Questo accadrà se i fondi stanziati, pari a 20 milioni di euro per l'anno educativo in corso, dovessero esaurirsi prima della scadenza ufficiale. I comuni lombardi hanno già dimostrato un forte interesse. Sono state presentate 688 domande ammissibili. Queste riguardano un totale di 1.167 strutture per l'infanzia. Tra queste, 449 sono strutture comunali e 718 sono private. Il dato include anche tre nidi a gestione familiare. Nella provincia di Pavia, ben 44 enti hanno aderito all'iniziativa. Nello specifico, 21 comuni si trovano nell'area pavese. Altri 13 comuni sono situati in Lomellina. Infine, 10 comuni sono nell'Oltrepo Pavese. Tra questi ultimi figura anche l'Unione lombarda Terre dei Malaspina, che comprende i comuni di Cecima e Ponte Nizza.

Requisiti per accedere al contributo nidi

Per poter beneficiare del contributo 'Nidi gratis plus', le famiglie devono soddisfare specifici requisiti. Innanzitutto, è necessario possedere un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) non superiore a 25.000 euro. L'attestazione Isee deve essere in corso di validità. I bambini devono avere un'età inferiore ai tre anni. Devono essere regolarmente iscritti presso asili nido o micronidi pubblici. È ammessa anche l'iscrizione a strutture private autorizzate. Queste ultime devono aver stipulato una convenzione con il Comune di appartenenza per l'acquisto di posti e essere state ammesse al programma regionale. Un altro criterio fondamentale riguarda la retta mensile. La quota a carico della famiglia deve superare l'importo del rimborso già erogato dall'Inps. Per le prime 10 mensilità, l'importo Inps è di 272,73 euro, mentre per l'undicesima è di 272,70 euro. Per i nati nel 2024, gli importi Inps sono leggermente superiori: 327,27 euro per le prime 10 mensilità e 327,30 euro per l'undicesima. Infine, almeno un genitore deve essere occupato. In alternativa, può essere disoccupato ma in possesso di una Dichiarazione di Immediata Disponibilità al Lavoro (Did) e di un Patto di Servizio Personalizzato (Psp).

Entità del contributo e modalità di erogazione

L'ammontare del contributo regionale varia in base all'Isee della famiglia. La Regione Lombardia si impegna a coprire la parte della retta che eccede il rimborso fornito dall'Inps, rispettando dei limiti prestabiliti. Per le famiglie con un Isee fino a 20.000 euro, la copertura è totale. Viene rimborsata l'intera quota della retta che supera il contributo Inps. Per le famiglie con un Isee compreso tra 20.000 e 25.000 euro, il contributo regionale è più limitato. Può arrivare fino a un massimo di 100 euro mensili. È importante sottolineare che i fondi non vengono erogati direttamente alle famiglie. La Regione trasferisce le somme ai Comuni. Saranno poi i Comuni a utilizzare questi fondi per ridurre direttamente la retta dovuta dalle famiglie presso le strutture convenzionate.

Procedura online e comuni aderenti in provincia di Pavia

La presentazione delle domande avviene esclusivamente online. È necessario accedere alla piattaforma regionale 'Bandi e Servizi'. Per l'accesso sono richiesti sistemi di autenticazione digitale come SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), Carta d'Identità Elettronica (CIE), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta Regionale dei Servizi (CRS). Prima di procedere con la compilazione della domanda, è consigliabile verificare che sia il proprio Comune di residenza sia la struttura nido frequentata dal bambino siano inclusi nell'elenco delle realtà aderenti all'iniziativa. Nella provincia di Pavia, i comuni che hanno aderito sono numerosi. Tra questi figurano Bornasco, Bressana Bottarone, Casorate Primo, Cassolnovo, Castelletto di Branduzzo, Cava Manara, Certosa di Pavia, Cilavegna, Codevilla, Cura Carpignano, Dorno, Fortunago, Gambolò, Giussago, Godiasco, Gropello Cairoli, Inverno e Monteleone, Landriano, Magherno, Marcignago, Pavia, Pieve del Cairo, Retorbido, Rivanazzano, Robbio, Roncaro, San Genesio, San Martino Siccomario, Sannazzaro de’ Burgondi, Sartirana Lomellina, Siziano, Sommo, Stradella, Torre d’Isola, Torrevecchia Pia, Trivolzio, Tromello, Vellezzo Bellini, Vidigulfo, Vigevano, Voghera, Zerbolò, Zinasco. A questi si aggiunge l'Unione lombarda Terre dei Malaspina, comprendente Ponte Nizza e Cecima.

L'impegno regionale per le famiglie

L'assessora regionale alla Famiglia, Elena Lucchini, ha commentato l'iniziativa. Ha dichiarato: «Con Nidi gratis plus confermiamo il nostro impegno a sostegno delle famiglie lombarde». Ha aggiunto che si tratta di «un intervento concreto che contribuisce ad abbattere il costo delle rette degli asili nido». L'obiettivo è «rendere più accessibili i servizi educativi per i bambini». L'assessora ha sottolineato l'importanza di sostenere i genitori. Questo significa «investire nel benessere dei più piccoli e favorire la conciliazione tra gli impegni professionali e familiari».