Produzione miele: inizio stagione rallentato
La stagione apistica 2026 ha preso una partenza difficile a causa di un improvviso calo delle temperature primaverili. Questo fenomeno meteorologico inatteso sta compromettendo l'avvio di un'annata che si preannunciava invece molto promettente per la produzione di miele.
Le rilevazioni di Coldiretti, basate su un'indagine condotta tra gli apicoltori associati, confermano un rallentamento generale. Nonostante un avvio stagionale positivo, il recente ritorno del freddo ha creato notevoli complicazioni, destando preoccupazione tra gli addetti ai lavori.
Apicoltori mantovani: prospettive a confronto
Pietro Roversi, apicoltore di Suzzara con ben 600 alveari e consigliere dell'Associazione apicoltori mantovani, esprime cauto ottimismo. Le famiglie di api più vigorose hanno già raggiunto la fase di riempimento dei melari. La fioritura del tarassaco, solitamente un indicatore precoce, si è rivelata marginale nella zona. Le attese sono ora rivolte alle fioriture di colza e, successivamente, di acacia, previste per la fine di aprile.
Un quadro più positivo emerge dalle parole di Sara Cauzzi, che gestisce circa cinquanta alveari dislocati tra Ponti sul Mincio, Monzambano e Volta Mantovana. Le sue api mostrano grande vigore e resistenza, avendo già riempito i melari con il nettare del tarassaco. Hanno reagito bene anche all'abbassamento termico di fine marzo, dimostrando una notevole capacità di adattamento.
Costantin Gavrila, imprenditore di Bagnolo San Vito con un laboratorio dedicato e circa 150 alveari distribuiti in quattro località (Virgiliana, Pietole Vecchio, Castel d’Ario e San Siro di San Benedetto Po), ha recentemente avviato anche attività di nomadismo. Gavrila ha aggiunto i primi melari e ha iniziato la raccolta del polline. Nonostante le sfide climatiche degli ultimi dieci anni, che hanno reso le previsioni difficili, le prospettive a lungo termine per la produzione di miele nel 2026 rimangono positive, anche a fronte dell'attuale flessione delle temperature.
Impatto del clima sull'attività delle api
Le condizioni meteorologiche di fine marzo hanno imposto un cambiamento nelle abitudini delle api. Le giornate più fredde hanno limitato la loro attività alle ore pomeridiane, quando le temperature raggiungono i 15-18 gradi Celsius. Durante le mattinate più fresche, gli insetti rimangono prevalentemente all'interno degli alveari, attendendo condizioni più favorevoli per il volo e la raccolta del nettare.
Questa dipendenza dalle condizioni climatiche sottolinea la vulnerabilità del settore apistico ai cambiamenti meteorologici. Gli apicoltori mantovani, abituati a gestire imprevisti e fluttuazioni climatiche, monitorano attentamente l'evoluzione della stagione, sperando in un rapido miglioramento delle condizioni per garantire una produzione di miele soddisfacente.
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