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Due giovani studenti originari del Mantovano hanno sviluppato un'innovativa applicazione per contrastare le truffe online, vincendo un prestigioso concorso universitario. L'obiettivo è trasformare l'idea in una start-up per offrire un servizio concreto ai cittadini.

Un'idea mantovana per la sicurezza digitale

Simone Casari, residente a Volta Mantovana, e Tommaso Malinverno, proveniente da Castel Goffredo, hanno dimostrato grande ingegno. Insieme al loro collega Nicolas Venturi, hanno presentato un progetto che ha conquistato il primo posto. Il concorso, intitolato “100 progetti per il Comune di Trento”, ha premiato la loro intuizione con un assegno di 10.000 euro. Questo finanziamento è destinato allo sviluppo di una nuova start-up. L'iniziativa mira a creare uno strumento efficace contro le minacce informatiche.

L'applicazione, denominata “Scudo”, è pensata come un servizio di difesa online. L'idea è nata dalla volontà di creare qualcosa di veramente utile. I giovani hanno voluto distanziarsi dai classici progetti accademici. Il loro obiettivo era affrontare problemi reali. Volevano sviluppare un'idea concreta, capace di uscire dall'ambiente universitario. L'applicazione si propone di offrire un aiuto tangibile ai cittadini.

Scudo: uno scudo digitale per tutti

“Scudo” si presenta come una web app. Il suo scopo principale è aiutare le persone a difenderssi dalle insidie del web. Offre guide chiare e semplici. Queste istruzioni sono accessibili anche senza connessione internet. Permettono di riconoscere facilmente tentativi di phishing. Aiutano a identificare link sospetti o QR code potenzialmente dannosi. La vera innovazione risiede però nella collaborazione. L'app prevede un sistema di interazione tra cittadini e amministrazione comunale. Attraverso un accesso sicuro, gli utenti possono segnalare tentativi di truffa. L'amministrazione potrà così analizzare le segnalazioni. Potrà inviare allerte tempestive a tutta la cittadinanza. Questo meccanismo risponde a un bisogno molto attuale. Molte persone si sentono impreparate. Non sanno come proteggersi online. Non sanno a chi rivolgersi per ricevere aiuto. L'app vuole diventare un punto di riferimento affidabile. Un servizio offerto direttamente dal Comune. L'obiettivo è ridurre la vulnerabilità digitale. Particolare attenzione è rivolta alle fasce meno esperte di tecnologia.

Il successo nel concorso universitario

Il concorso, organizzato dall'Università e dal Comune di Trento, ha visto la partecipazione di circa cento studenti. I partecipanti provenivano dai corsi di informatica e ingegneria. Sono stati selezionati sei progetti finalisti. Tutti i progetti puntavano all'innovazione per le smart city. La giuria è stata colpita dall'utilità pratica di “Scudo”. Il progetto è riuscito a unire tecnologia avanzata e servizio pubblico. Per Simone Casari e Tommaso Malinverno, entrambi al secondo anno di studi e originari della provincia di Mantova, questa vittoria ha un significato profondo. Hanno ammesso di non essere certi dell'esito. Spesso venivano premiati progetti più convenzionali. Sono riusciti a proporre un'idea innovativa e differente. Ora si apre una nuova fase entusiasmante. Grazie al premio e al percorso di incubazione offerto dai partner del progetto, i tre studenti avranno l'opportunità di sviluppare ulteriormente l'applicazione. Potranno valutare la possibilità di trasformarla in una start-up. Vogliono esplorare il potenziale di questa idea. Desiderano capire se può diventare una realtà concreta e utile per un vasto pubblico.

Domande frequenti

Cos'è l'app creata dagli studenti mantovani?

L'app si chiama “Scudo” ed è una web app pensata per aiutare i cittadini a difendersi dalle truffe online. Offre guide per riconoscere minacce come phishing e link sospetti. Permette inoltre ai cittadini di segnalare tentativi di truffa all'amministrazione comunale, che può inviare allerte.

Chi sono gli studenti che hanno sviluppato l'app?

Gli studenti sono Simone Casari di Volta Mantovana, Tommaso Malinverno di Castel Goffredo e il loro collega Nicolas Venturi. Hanno vinto il primo premio del concorso universitario “100 progetti per il Comune di Trento”.

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