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Brescia commemora Daniele Roscia, ex sindaco di Gargnano e influente figura leghista. La sua carriera politica, segnata da scelte autonome e controcorrente, si è conclusa all'età di 72 anni.

Addio a un leghista autonomista

La scena politica bresciana è in lutto per la scomparsa di Daniele Roscia. L'ex primo cittadino di Gargnano e storico esponente della Lega Nord è venuto a mancare all'età di 72 anni. La sua figura è stata caratterizzata da un forte spirito autonomista. Roscia è stato un membro fondatore del movimento guidato da Umberto Bossi. La sua traiettoria politica è stata spesso definita irregolare e controcorrente. La sua scomparsa è avvenuta a causa di una malattia incurabile.

Nato a Vobarno nel 1954, Roscia era un consulente aziendale. Si unì alla Lega Lombarda nel 1989. Iniziò la sua carriera politica in un periodo di grande fermento per il partito. Si distinse subito per la sua fedeltà alla linea politica. Interpretava con rigore la visione che poneva il Nord al centro delle istanze politiche. La sua dedizione lo portò a ricoprire ruoli di crescente importanza.

Dalla politica locale al Parlamento

Dopo aver ricoperto incarichi nella segreteria provinciale della Lega a Brescia, Roscia assunse la guida del Comune di Gargnano. Fu eletto sindaco nel 1993. Venne riconfermato nel 1997, consolidando un forte radicamento sul territorio. La sua carriera ebbe una svolta nazionale con l'elezione alla Camera dei Deputati nel 1994. Fu eletto nelle file della Lega Nord. Riconfermò il suo mandato parlamentare nel 1996.

Il suo nome è legato a un episodio controverso della Seconda Repubblica. Durante una crisi di governo, propose un accordo per garantire la sopravvivenza dell'esecutivo. Chiese in cambio significative concessioni sul fronte autonomista. L'allora Presidente del Consiglio, Romano Prodi, rifiutò l'offerta. La rese pubblica, e Roscia confermò la sua iniziativa personale. Questo evento segnò un punto di svolta nella sua carriera politica.

La frattura con Bossi e nuove strade

L'episodio segnò la rottura definitiva con Umberto Bossi. La frattura si consumò nel 1999. Roscia sostenne al congresso leghista la linea di Domenico Comino. Quest'ultimo proponeva un riavvicinamento al centrodestra. La mozione fu respinta. Di conseguenza, Roscia subì l'espulsione dal partito.

Da quel momento, la sua carriera politica assunse una dimensione più laterale. Nonostante ciò, mantenne un ruolo significativo. Passò al Gruppo misto. Fondò il movimento Lombardia Lombardia. Aderì agli Autonomisti per l’Europa. Anche al di fuori del perimetro leghista, Roscia continuò a promuovere l'autonomia. Durante la crisi del governo D'Alema, tentò nuovamente di influenzare gli equilibri parlamentari. Offrì sostegno al centrosinistra. Tuttavia, non trovò sponde politiche concrete.

Le successive esperienze elettorali non gli permisero di rientrare in Parlamento. La sua attività politica si concentrò maggiormente a livello locale. Fu consigliere comunale a Roè Volciano tra il 2004 e il 2009. Negli ultimi anni, Roscia riemerse nell'area autonomista. Partecipò alla nascita del Patto per il Nord nel 2025. Questo movimento era promosso da Paolo Grimoldi. Roscia entrò nella segreteria politica del movimento. Questo ritorno in campo evidenziò una coerenza di fondo. La sua priorità rimase sempre la questione del Nord.

Un ricordo per una figura fuori dagli schemi

Con la sua scomparsa, se ne va una figura politica che ha saputo distinguersi. Roscia ha attraversato diverse stagioni politiche. Ha mantenuto una forte identità personale. Non è stato un protagonista lineare. È stato uno di quei personaggi che, nel bene e nel male, hanno contribuito a definire il carattere di un'epoca. La sua eredità politica è quella di un uomo coerente con le proprie idee.

La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio. Lo piangono la moglie Elena e la figlia Anastasia. Si uniscono a loro tutti coloro che hanno condiviso un tratto del suo percorso. La sua lunga esperienza politica ha lasciato un segno. I funerali si terranno domani alle 10. Il rito civile si svolgerà presso il cimitero di Vobarno. La partenza avverrà alle 9.45 dalla Domus Funeraria Tela. Le visite sono possibili dalle 9 alle 20.

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