Una cittadina di Viterbo è vittima di una truffa immobiliare su una casa popolare Ater. Dopo aver investito denaro in ristrutturazioni e pagato affitti per anni, ha scoperto che l'immobile non era di proprietà dei sedicenti venditori. Ora, con una data di sfratto imminente e problemi di salute, si trova in una situazione disperata.
Donna truffata su affitto casa popolare a Viterbo
Una storia di inganno e precarietà emerge nel quartiere Pilastro di Viterbo. Una donna ha affittato un appartamento con la promessa di diventarne proprietaria. Ha firmato un contratto d'affitto con riscatto nel 2017. La sua speranza era un futuro stabile per sé e suo figlio di 14 anni.
L'immobile, però, si presentava in condizioni pessime. Mancavano servizi essenziali come acqua e gas. La donna ha comunque deciso di investire i suoi risparmi per renderlo abitabile. Ha ristrutturato l'appartamento, affrontando ingenti spese. Ha pagato un anticipo di 3mila euro all'ingresso.
Successivamente, ha versato 500 euro mensili per diversi anni. L'accordo prevedeva che, al termine del periodo stabilito, avrebbe potuto acquistare la casa. La somma totale pattuita per la proprietà era di 32mila euro. La sua fiducia nei presunti proprietari era totale.
La scoperta dell'inganno e la denuncia
Il castello di carte è crollato nel 2022. La donna ha tentato di contattare i venditori per finalizzare l'acquisto. Ha provato a discutere dell'ultimo bonifico previsto. Da quel momento, però, i presunti proprietari sono spariti nel nulla. Non hanno più risposto alle sue chiamate né si sono fatti rivedere.
La scoperta della verità è avvenuta tramite una verifica all'Agenzia delle Entrate. L'appartamento risultava essere di proprietà dell'Ater, l'ente regionale per l'edilizia residenziale pubblica. La donna si è sentita profondamente ingannata. Ha deciso di sporgere denuncia alla Guardia di Finanza.
A causa della sua posizione irregolare con l'Ater, si è anche autodenunciata. Ora risulta un'occupante senza titolo. La data del suo sfratto è fissata per il 24 aprile. In pochi mesi, da inquilina con un contratto, si è trasformata in un'occupante abusiva.
Una corsa contro il tempo e la salute
La denuncia ha avviato un'indagine e un procedimento legale. Tuttavia, i tempi della giustizia sono lenti. La vita della donna è diventata improvvisamente molto complicata. Nonostante sia in regola con il pagamento delle utenze, la sua situazione amministrativa è bloccata. Non ci sono soluzioni immediate.
Oltre al dramma abitativo, la donna affronta seri problemi di salute. È cardiopatica. Lo stress accumulato negli ultimi mesi ha avuto un impatto devastante sul suo cuore. È stata ricoverata d'urgenza in ospedale tre volte. I medici le hanno diagnosticato la necessità di un intervento cardiaco.
La prospettiva di finire per strada con suo figlio, mentre affronta un delicato intervento chirurgico, la terrorizza. «Sarebbe veramente un'ingiustizia», ha dichiarato. Sottolinea di non essere un'abusiva, ma una vittima di una truffa.
Il paradosso burocratico e l'appello
La situazione è aggravata da un paradosso burocratico. A causa della sua attuale posizione di occupante senza titolo, la donna non può accedere alle graduatorie per l'emergenza abitativa. La legge la esclude dalle procedure standard per ottenere un alloggio pubblico.
«Sull'immobile ho speso migliaia di euro», ha spiegato. È in regola con tutte le bollette. Tuttavia, l'Ater l'ha indirizzata al Comune per richiedere un nuovo appartamento. Ma la sua posizione di irregolarità le impedisce di essere inserita nelle liste.
La donna ha cercato un confronto con l'Ater. Ha richiesto un appuntamento con il direttore, ma attende ancora una risposta. Mentre la data del 24 aprile si avvicina, la speranza è che qualcuno possa ascoltare la sua storia. Si auspica un intervento che vada oltre la burocrazia. L'obiettivo è evitare che la sua fragilità fisica e sociale si trasformi in una tragedia annunciata.