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Un prezioso olio sacro, proveniente dall'uliveto di Capaci, è stato consegnato al vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza. Questo gesto simboleggia la lotta contro la mafia e mantiene viva la memoria delle vittime, in particolare del giudice Giovanni Falcone.

L'olio di Capaci arriva a Viterbo

L'olio santo, estratto dagli ulivi del Giardino di Capaci, ha raggiunto la città di Viterbo. La consegna è avvenuta il 27 marzo. Il destinatario è stato il vescovo Orazio Francesco Piazza. La cerimonia si è svolta presso la sede del vescovado.

Il questore Luigi Silipo ha personalmente consegnato l'ampolla. Nei prossimi giorni, il vescovo di Civita Castellana, Marco Salvi, riceverà anch'egli questo importante simbolo. L'iniziativa lega Viterbo a un luogo simbolo della lotta alla criminalità organizzata.

Il Giardino della memoria e le vittime

Il Giardino di Capaci sorge vicino a un'area altamente significativa. Si trova nei pressi della stele commemorativa lungo l'autostrada A29. Questo è il luogo esatto della strage mafiosa. In quell'attentato persero la vita il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo.

Morirono anche gli agenti della scorta della Polizia di Stato: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Il Giardino è stato istituito nel 2017. La sua creazione è stata fortemente voluta da Tina Martinez, vedova dell'agente Montinaro. Rappresenta un luogo di profonda riflessione.

È conosciuto anche come il Giardino della memoria “Quarto Savona Quindici”. Questo nome deriva dalla sigla radio utilizzata dall'equipaggio di scorta del magistrato Falcone. All'interno del giardino, ogni ulivo piantumato è dedicato a una vittima innocente della violenza mafiosa. Un tributo vivente alla memoria.

Un simbolo di legalità per la Pasqua

Ogni anno, in prossimità del periodo pasquale, avviene un rito significativo. L'olio prodotto dagli ulivi del Giardino di Capaci viene distribuito in tutta Italia. L'associazione “Quarto Savona Quindici” cura questa distribuzione. L'obiettivo è raggiungere tutte le diocesi italiane.

L'olio viene poi consacrato durante le celebrazioni del Mercoledì o Giovedì Santo. Una volta divenuto sacro crisma, viene impiegato per la somministrazione dei sacramenti. Questo processo trasforma un prodotto agricolo in un simbolo religioso e di speranza.

La consegna dell'olio e la sua successiva consacrazione hanno un duplice scopo. Da un lato, intendono alimentare la memoria di coloro che sono caduti a causa della mafia. Dall'altro, mirano a rafforzare l'impegno congiunto. Questo impegno vede unite l'associazione promotrice e i cittadini. L'obiettivo comune è la tutela della legalità e la lotta contro ogni forma di criminalità.

Il legame tra Viterbo e la lotta alla mafia

La presenza dell'olio di Capaci a Viterbo rafforza il legame della Tuscia con la memoria delle vittime di mafia. La consegna al vescovo Piazza sottolinea l'importanza di questi messaggi di legalità. La diocesi di Viterbo si unisce così a un network nazionale di solidarietà e impegno civile. Questo gesto va oltre il significato religioso. Diventa un monito costante contro la violenza e l'ingiustizia.

L'uliveto di Capaci, luogo di dolore ma anche di rinascita, continua a produrre frutti che portano un messaggio universale. La lotta alla mafia non è solo un dovere delle istituzioni. È un impegno morale che coinvolge ogni cittadino. L'olio consacrato diventerà parte dei sacramenti, unendo la fede alla speranza di una società più giusta.

La scelta di coinvolgere anche il vescovo di Civita Castellana estende ulteriormente questo messaggio. La provincia di Viterbo si fa portavoce di un ideale di giustizia e memoria. La vicinanza del periodo pasquale amplifica il significato di questo dono. La Pasqua, simbolo di resurrezione e speranza, si lega alla memoria dei martiri della legalità.

L'associazione “Quarto Savona Quindici” svolge un ruolo cruciale in questa opera di sensibilizzazione. La sua dedizione nel coltivare gli ulivi e nel distribuire l'olio è un esempio concreto di come la società civile possa contribuire attivamente alla lotta contro la criminalità organizzata. Il Giardino della memoria è un luogo vivo, che cresce e produce frutti di speranza.

La consegna al vescovo Piazza non è un evento isolato. Si inserisce in un contesto più ampio di iniziative che mirano a mantenere alta l'attenzione sul tema della mafia. La memoria delle vittime è fondamentale per costruire un futuro diverso. Questo olio sacro porta con sé il peso della storia e la forza del cambiamento.

L'impegno della Questura di Viterbo, rappresentata dal questore Silipo, dimostra la vicinanza delle forze dell'ordine a queste iniziative. La collaborazione tra istituzioni, associazioni e Chiesa è essenziale per promuovere una cultura della legalità diffusa. L'olio di Capaci diventa così un ponte tra il passato, il presente e il futuro.

La presenza di questo simbolo a Viterbo è un invito a riflettere. Invita a non dimenticare le sofferenze patite. Invita a rinnovare l'impegno per la giustizia. L'ulivo, simbolo di pace, diventa qui un vessillo di lotta contro l'odio mafioso. Un messaggio che, attraverso i sacramenti, raggiungerà molti fedeli.

La storia di Capaci e delle sue vittime è impressa nella terra da cui proviene questo olio. La sua consacrazione ne amplifica il valore spirituale e morale. Viterbo accoglie questo dono con rispetto e con la consapevolezza del suo profondo significato. Un segno tangibile di speranza e di resistenza.

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