Un giovane sergente di Viterbo, Simone Ruggia, è tra le quattro vittime di un tragico incidente aereo in Bosnia. Amici e familiari lo ricordano come una persona solare e generosa, sempre pronta ad aiutare gli altri.
Il ricordo di un amico d'infanzia
Amici d'infanzia descrivono Simone Ruggia come una persona solare. Era sempre disponibile ad aiutare chiunque ne avesse bisogno. Lo descrivono come un amico sincero. Amava molto la sua città natale, Salerno. Ruggia era una delle quattro vittime. Un elicottero militare è precipitato nel nord-est della Bosnia. Vicino alla città di Brcko. Era un sergente dell'aviazione dell'Esercito. Apparteneva al primo reggimento Antares. La sua base era a Viterbo.
Un amico d'infanzia, Andrea Mattei, lo ricorda con affetto. Per lui e per il loro gruppo, Simone era 'friccolo'. Questo era il suo soprannome fin da ragazzini. Un nomignolo nato per caso. È rimasto legato alla sua splendida persona. Sono cresciuti insieme. Ogni volta che Simone tornava a Salerno, si riunivano. Erano inseparabili. Frequentavano scuole diverse. Trascorrevano le mattinate insieme. Spesso 'saltavano' le lezioni.
Una persona perbene e un legame forte con Salerno
Mattei sottolinea la sua integrità. Era una persona perbene. Un amico caro. Sentirlo era sempre un piacere. A maggio si era sposato. La sua sposa si chiama Chiara. Durante le festività natalizie si sarebbero rivisti. Con altri amici che vivono fuori città. Come Fabio, Marco e Davide. Simone aveva lasciato Salerno nel 2011. Viveva a Viterbo. Ma il legame con la sua città natale era rimasto forte. Sua madre Gina vive ancora lì. Anche sua sorella Ilenia. Con i suoi due bambini. L'amico fatica a crederci. Un giovane brillante, generoso e leale non c'è più. Avrebbe compiuto 37 anni il prossimo 21 febbraio.
La carriera militare e la vita a Viterbo
Il sergente Simone Ruggia era un membro stimato del primo reggimento Antares. La sua unità era basata a Viterbo. La sua dedizione al servizio era evidente. Il suo ruolo nell'aviazione dell'Esercito era importante. La sua morte lascia un vuoto. Tra i colleghi e i familiari. La notizia ha scosso la comunità di Viterbo. Dove viveva e prestava servizio. La sua appartenenza a un reggimento di stanza a Viterbo lo legava strettamente alla città laziale. Nonostante le sue radici a Salerno. La sua carriera militare lo aveva portato lontano dalla sua terra d'origine. Ma il legame con la famiglia e gli amici è sempre rimasto saldo. La sua generosità era un tratto distintivo. Sia nella vita privata che nel servizio. La sua scomparsa prematura è una grande perdita.
La comunità ricorda il giovane sergente
La notizia dell'incidente ha suscitato profonda tristezza. Non solo a Salerno e Viterbo. Ma anche tra i colleghi militari. Simone Ruggia era conosciuto per il suo spirito positivo. E la sua volontà di aiutare. Questo aspetto è emerso chiaramente dalle testimonianze. Il suo soprannome 'friccolo' evoca ricordi di gioventù. Di spensieratezza e amicizia. Il suo matrimonio recente aggiunge un ulteriore elemento di dolore. La sua vita si è interrotta troppo presto. Lasciando un'eredità di affetto e stima. La comunità militare e quella civile si stringono attorno alla famiglia. Per affrontare questo momento di lutto. Il ricordo della sua personalità solare rimarrà vivo. Un giovane uomo con un futuro promettente. Interrotto da un tragico destino.
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