Il tetto di Palazzo Donna Olimpia a Viterbo ha subito un crollo parziale, riaccendendo le polemiche sulla gestione del patrimonio storico. La Lega critica duramente l'amministrazione comunale per l'incuria e l'assenza di soluzioni concrete.
Cedimento strutturale a palazzo Donna Olimpia
Una porzione del tetto di Palazzo Donna Olimpia, noto anche come Palazzo Pamphili, è crollata. L'edificio storico si trova in via San Pietro, vicino a Porta San Pietro a Viterbo. I vigili del fuoco e la polizia locale sono intervenuti prontamente. Hanno rimosso le parti pericolanti del tetto con l'ausilio di un cestello. L'obiettivo era mettere in sicurezza l'area circostante. Il cedimento evidenzia il continuo stato di degrado dell'immobile.
Questo incidente riporta l'attenzione sulla condizione critica di uno dei palazzi storici più importanti della città. Il declino di questa struttura rappresenta una ferita aperta nel cuore del centro storico. La situazione è aggravata dal fallimento dei piani di recupero previsti.
Naufragio del progetto di recupero
Un ambizioso piano di project financing era stato presentato alcuni anni fa. Era durante l'amministrazione Arena. Prevedeva un investimento di circa 10-12 milioni di euro. Una società privata avrebbe dovuto trasformare i 5.500 metri quadrati dell'edificio. L'idea era creare un moderno campus universitario con 120 posti letto. Il progetto includeva anche la riapertura del «percorso dell'Abate».
Tuttavia, come confermato dall'assessore ai lavori pubblici Stefano Floris, il progetto è definitivamente tramontato. La necessità di adeguare il piano al nuovo codice degli appalti ha rappresentato un ostacolo. Anche il mutato scenario economico ha contribuito a far desistere l'operatore economico. Di quest'ultimo non si hanno più notizie.
Attualmente, le speranze del Comune di Viterbo per salvare l'inagibile palazzo sono riposte in colloqui con un nuovo soggetto interessato. Queste trattative sono però ancora in una fase molto preliminare, definita «embrionale».
La dura critica della Lega
Di fronte a questa situazione di stallo e al crescente rischio per la sicurezza pubblica, l'opposizione ha espresso forte disappunto. Andrea Micci, capogruppo della Lega, ha lanciato un duro attacco all'amministrazione Frontini. «Ci sembra che l’amministrazione Frontini, così come su tante altre cose, non abbia la minima idea di come e quando porre rimedio all’indegno degrado che sta distruggendo uno tra i palazzi storici più importanti della città», ha dichiarato Micci.
Il consigliere leghista ha sottolineato la gravità della situazione per la sicurezza dei cittadini. «La notizia del crollo del tetto ci preoccupa e ci indigna», ha affermato. «Come si può lasciare nel totale abbandono e nella più completa indifferenza un edificio storico situato nel cuore del centro cittadino?». Ha aggiunto che l'edificio è vicino ad altre costruzioni che potrebbero subire danni. Si trova inoltre in una via molto trafficata, con una scuola nelle vicinanze.
Micci ha concluso il suo intervento accusando la sindaca di concentrarsi più sulla propaganda che sulla risoluzione dei problemi strutturali. «La maggioranza Frontini pensa di essere in grado di fare qualcosa? La sindaca ce lo faccia sapere», ha incalzato. Ha criticato l'uso di «video-pillola» e manifesti elettorali. Ha definito l'amministrazione «inconsistente». Ha citato la recente inaugurazione di una passeggiata ecologica. Questa era stata pensata e finanziata dalle amministrazioni precedenti, mentre Frontini era all'opposizione. «Oramai siamo veramente al ridicolo», ha concluso.