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Maurizia Pizzicara, residente a Villafranca, ha ottenuto il brevetto di volo civile nel 1966. La sua storia è un esempio di determinazione contro i pregiudizi di genere nell'aviazione.

Una passione precoce per il volo

Fin da bambina, Maurizia Pizzicara non desiderava giocattoli tradizionali. Il suo interesse era rivolto agli aeroplani. Questo sogno è diventato realtà quando, a soli 19 anni, ha conseguito il brevetto di aviazione civile. Era il 1966. Questo traguardo la pone un anno prima dell'inizio dell'attività di linea di Fiorenza De Bernardi. Quest'ultima è scomparsa recentemente all'età di 97 anni.

La storia di Maurizia è particolare. Vive a Villafranca da cinquant'anni. La città è sede del Terzo Stormo dell'Aeronautica Militare. La sua famiglia non aveva legami con l'aeronautica, a differenza di De Bernardi.

Superare gli ostacoli sociali

Nata a Fano ottant'anni fa, Maurizia ha coltivato la sua passione per il volo. Un'opportunità si presentò quando il Ministero dell'Aviazione Civile tenne delle lezioni nelle scuole. L'obiettivo era reclutare giovani per la professione di pilota. All'epoca, si trattava prevalentemente di uomini.

«Erano tempi difficili», ricorda Maurizia dalla sua abitazione in via Della Speranza. Le donne non erano incoraggiate a intraprendere carriere aeronautiche. Nonostante non ci fossero divieti formali, la mentalità comune non contemplava una donna pilota.

«Io, invece, ho sempre sognato gli aerei», afferma. Si presentò al corso di selezione. A scuola, la consideravano «matta». Durante il corso, un colonnello le permise di effettuare manovre da sola. Al termine, disse al padre di Maurizia che era «portata» per il volo. Consigliò di farle ottenere il brevetto.

Il sostegno paterno e l'addestramento

Il padre, Aurelio, acconsentì. Affrontò notevoli sacrifici economici e organizzativi. Viaggiò a Roma e presso i ministeri per supportare il sogno della figlia. L'istruttore di Maurizia fu Irino Giacomelli. Era un reduce della Prima Guerra Mondiale e un istruttore militare di volo.

Il brevetto fu ottenuto presso l'aeroclub di Viterbo. Maurizia pilotava aerei Piper. Questi velivoli erano acquisiti dal club da una base militare vicina. La sua presenza era insolita: «Ero un'attrazione, perché ero la più piccola», spiega.

Le sfide per avanzare nella carriera

Conseguì il primo e poi il secondo grado di brevetto. La vera sfida fu per il terzo grado. Questo le avrebbe aperto le porte dell'Accademia Aeronautica o di Alitalia. Tuttavia, incontrò resistenze. Le dicevano che era una donna, una ragazzina. Le sue richieste di accesso ai corsi venivano respinte.

Tentò di entrare in Alitalia, ma le fu richiesto il terzo grado. Questo brevetto, però, era ottenibile solo tramite loro. Maurizia seguì un corso in caserma con un simulatore di volo. La prova finale prevedeva un volo notturno.

Nessuno le permise di effettuare il volo notturno. «Ho provato in tutti i modi, ma niente», racconta. All'epoca, non assumevano donne. La sua fu una battaglia continua. Si recò più volte al ministero, anche da sola. Per ottenere il brevetto, le donne pagavano l'intera quota. Gli studenti maschi, invece, pagavano la metà. Dovette insistere per ottenere lo stesso trattamento.

Una scelta di vita diversa

Alla fine, le necessità pratiche prevalsero. Doveva lavorare e non aveva appoggi per proseguire la carriera aeronautica. Maurizia scelse la strada dell'insegnamento. Si trasferì a Verona, città d'origine di sua madre Fortunata Gramolini. Successivamente, si stabilì a Villafranca. Qui insegnò italiano e storia all'istituto Carlo Anti. Sposò Giulio Gabaldo e fondò una famiglia. Il suo prezioso brevetto rimase a lungo riposto in un cassetto.

Domande e Risposte

Perché Maurizia Pizzicara è considerata una pioniera?

Maurizia Pizzicara è considerata una pioniera perché, nel 1966, a soli 19 anni, ottenne il brevetto di aviazione civile. All'epoca, le donne affrontavano notevoli pregiudizi e ostacoli nell'intraprendere carriere aeronautiche, rendendo il suo successo un traguardo significativo.

Quali difficoltà incontrò Maurizia Pizzicara per ottenere il brevetto?

Maurizia incontrò difficoltà sia sociali che istituzionali. Le veniva detto che era «matta» per il suo sogno di volare. Inoltre, dovette affrontare discriminazioni economiche, pagando l'intera quota per il brevetto mentre gli uomini pagavano la metà. Le fu anche impedito di completare l'addestramento per il terzo grado di brevetto, necessario per carriere più avanzate.

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