Testimonianza chiave nel processo Zorzi
Paolo Marchetti, ex esponente di Ordine Nuovo, ha risposto in tribunale alle accuse mosse nei suoi confronti da Giampaolo Stimamiglio, ex collaboratore di giustizia. Le dichiarazioni di Stimamiglio riguardano il suo presunto ruolo come esecutore materiale della strage di Piazza della Loggia, avvenuta il 28 maggio 1974 a Brescia.
Marchetti è stato ascoltato come testimone dalla Corte d'Assise di Brescia, collegato in video dal Tribunale di Viterbo, nell'ambito del processo che vede imputato Roberto Zorzi per concorso in strage. La sua deposizione mira a scagionare sé stesso e a minare l'attendibilità dell'accusa.
Memoria difensiva contro l'accusatore
Prima della testimonianza orale, Marchetti ha fatto pervenire ai giudici una memoria scritta. In questo documento, l'ex ordinovista contesta fermamente le affermazioni di Stimamiglio, definendole «accuse fantasmagoriche». Secondo Marchetti, le dichiarazioni di Stimamiglio si baserebbero su presunte confessioni di persone decedute, incapaci di smentire, una strategia che l'ex ordinovista definisce «consolidata» per il testimone.
Marchetti ha inoltre presentato dettagli specifici per dimostrare l'impossibilità della presenza di Marco Toffaloni, già condannato in primo grado dal tribunale dei minori, a Brescia la mattina della strage. L'attentato neofascista causò otto morti e oltre cento feriti nel centro cittadino.
Alibi e critiche alla testimonianza
Durante il collegamento video, Marchetti ha fornito il suo alibi per il giorno della strage. Ha dichiarato che lui e Toffaloni si trovavano a Verona per un incontro con il primo monaco dell'Ananda Marga giunto in città. Ha specificato di essere stato a Brescia solo una volta, alla fine degli anni '70, per assistere a una partita dell'Hellas Verona.
L'ex ordinovista ha inoltre criticato duramente l'ipotesi che esponenti di Ordine Nuovo veronese si siano rivolti a Stimamiglio per confessare responsabilità così gravi, definendo tale scenario «incredibile» e «surreale». Per Marchetti, basare la ricerca della verità giudiziaria su Stimamiglio significherebbe tradire la memoria delle vittime e il dolore dei loro familiari.
L'udienza ha subito una sospensione a causa di problemi tecnici che hanno impedito la corretta trasmissione dell'audio di Marchetti, prima di riprendere regolarmente.