I sindacati Uil Fpl e Csa segnalano gravi carenze strutturali e organizzative per la Polizia locale di Viterbo, definendo la situazione un'"emergenza perenne". Le criticità riguardano la logistica, la tecnologia, la gestione del personale e la sicurezza, con impatti sulla capacità di garantire prevenzione e sicurezza sul territorio.
Criticità organizzative e territoriali
Le organizzazioni sindacali Uil Fpl e Csa hanno lanciato un forte appello riguardo le condizioni della Polizia locale di Viterbo. Viene descritta una situazione di "emergenza perenne", dovuta a criticità strutturali e organizzative non più sostenibili. Le sigle sindacali evidenziano come l'attuale organizzazione dei servizi non rispecchi più la realtà urbana. La vigilanza territoriale, infatti, si basa ancora su schemi degli anni '90. Il centro storico si è svuotato, mentre il commercio si è spostato nelle aree periferiche e nei centri commerciali. Nonostante ciò, le pattuglie fuori dal centro storico sono numericamente insufficienti. Il personale è costretto a coprire un'area vasta, con tempi di intervento dilatati. La presenza nel centro storico, con tre pattuglie dedicate, non garantisce la prevenzione necessaria nelle zone a maggior rischio incidenti. Un cambio di rotta nella gestione delle zone di competenza era atteso, ma i nuovi turni di servizio non hanno modificato la metodologia degli anni '90.
Attività non d'istituto e carenza organica
Un altro aspetto critico riguarda le attività non strettamente istituzionali. Queste pratiche amministrative e burocratiche sottraggono risorse preziose alle attività di vigilanza esterna. Il rilascio di abbonamenti per parcheggi, la segnaletica stradale, le ordinanze per altri settori e il controllo ascensori richiedono tempo. Per far fronte a questo aumento di pratiche d'ufficio, si è reso necessario distogliere unità operative dalla strada. Questo svuota i turni di vigilanza esterni, compromettendo visibilità ed efficacia del servizio sul territorio. Per garantire una copertura minima accettabile, è indispensabile che tutto il personale presti servizio secondo l'orario contrattuale pieno. Il ricorso a regimi di orario ridotto aggrava ulteriormente una carenza organica già di per sé problematica. La situazione attuale rende la prevenzione e la sicurezza nelle zone periferiche difficilmente garantibili.
Gestione del personale e sicurezza sul lavoro
I sindacati puntano il dito anche sulla gestione del personale e sul rispetto delle norme di sicurezza. Viene richiesta una maggiore attenzione nella programmazione dei turni, a seguito di criticità riscontrate più volte. È stato segnalato un episodio emblematico: dopo una manifestazione, il personale ha effettuato un servizio di 11,30 ore, con solo cinque ore di riposo tra i turni. La normativa vigente prevede invece undici ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. La sicurezza non può essere gestita a metà. Operare in contesti complessi con agenti disarmati rappresenta un rischio inaccettabile. È indispensabile una uniformità di dotazioni. Inoltre, si richiede il rilascio dei tesserini di riconoscimento con la placca e il numero di matricola per gli agenti che ne sono ancora sprovvisti. La sicurezza dei cittadini e degli agenti stessi è messa a repentaglio.
Tecnologia, logistica e sicurezza informatica
La situazione tecnologica e logistica è altrettanto preoccupante. Il supporto tecnologico è fermo a trent'anni fa. Non esiste un locale idoneo per lo stoccaggio e la ricarica degli apparati radiotrasmittenti. Questi vengono ricaricati nei domicili dei lavoratori o collocati in spazi di fortuna all'interno del comando, creando disordine e inefficienza. La centrale operativa viene definita "obsoleta". Il suo funzionamento prevede un solo operatore, e in sua assenza si ricorre a un "pescaggio" di fortuna del personale con turni di due ore ciascuno. Questo turnover frenetico genera un caos operativo inconcepibile, rendendo quasi impossibile il coordinamento con chi opera sul territorio. Anche la sicurezza informatica presenta criticità. L'unico computer a disposizione del nucleo operativo mobile è condiviso da più persone, utilizzando un'utenza generica. Questo espone il comando e i singoli dipendenti a rischi seri, come errori, cancellazione di dati o accessi non autorizzati a informazioni riservate. L'utenza personale proteggerebbe l'operato dei dipendenti.
Spogliatoi non a norma e richieste di intervento
Infine, la questione degli spogliatoi, ritenuti "non a norma". È già stata inoltrata una richiesta di sopralluogo e verifica al Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della ASL. La situazione dei locali di via Monte Cervino ha superato il limite della decenza. Gli spogliatoi sono inadeguati e difformi rispetto alle normative vigenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L'arredamento è obsoleto e insufficiente, con armadietti vecchi. Da qui la richiesta di interventi immediati all'amministrazione comunale. Non è più possibile ignorare che il corpo stia operando in condizioni di "emergenza perenne". Le priorità indicate dai sindacati includono: un intervento immediato per l'adeguamento dei locali (spogliatoi e igiene) secondo le norme di legge; l'aggiornamento tecnologico della centrale operativa, del computer a disposizione del nucleo operativo mobile e delle dotazioni radio; una riforma dei turni che tenga conto della nuova geografia urbana di Viterbo e delle reali necessità dei servizi istituzionali. La sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente attraverso la dignità e l'efficienza di chi è chiamato a garantirla.